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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Attacchi ai frigoriferi, governo: danni limitati e alta attenzione

Coinvolti alcuni negozi in cinque regioni, ma nessun rischio per la salute legato allo scongelamento dei prodotti

Gli attacchi informatici ai sistemi frigoriferi hanno avuto finora effetti contenuti in Italia. Le autorità hanno però innalzato il livello di attenzione e avviato nuovi confronti con distribuzione e imprese alimentari.

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Riunione a Palazzo Chigi

Alfredo Mantovano ha convocato a Palazzo Chigi i vertici dell’intelligence, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale Andrea Quacivi. Alla riunione ha partecipato anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

La Presidenza del Consiglio ha escluso, per ora, una situazione di allarme. Gli episodi hanno riguardato soprattutto piccoli esercizi dotati di apparecchiature datate, con interfacce accessibili direttamente dalla rete e sistemi di autenticazione insufficienti. Le principali catene della grande distribuzione, meglio protette, non avrebbero subito conseguenze significative.

Quacivi ha poi riunito rappresentanti della distribuzione organizzata e del ministero dell’Agricoltura. L’obiettivo è migliorare lo scambio rapido di informazioni e coordinare le attività di prevenzione e risposta agli attacchi.


Nessun rischio sanitario segnalato

Secondo il governo, non sono stati rilevati casi di pericolo per i consumatori riconducibili all’aumento della temperatura nei frigoriferi. Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, ha riferito che le reti delle imprese medie e grandi non presentano problemi e che il confronto con le autorità prosegue per proteggere attività e clienti.

Paolo Mascarino, alla guida di Federalimentare, ha assicurato che il comparto agroalimentare opera regolarmente e che produzione e rifornimenti non sono in discussione. Adoc e Codacons hanno invece espresso timori per possibili scarsità di alimenti, rialzi dei prezzi e conseguenze sulla salute.

Gli attacchi sfrutterebbero debolezze nelle procedure di accesso remoto. Dopo essere entrati nei dispositivi collegati a internet, gli aggressori possono modificare i comandi e aumentare la temperatura, interrompendo la conservazione a freddo.

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Nuovi esercizi coinvolti

Il Gruppo Arena ha comunicato che l’azione ha interessato 20 supermercati in Sicilia. Conad ha indicato cinque punti vendita colpiti: tre nell’isola e due in Veneto. Altri esercizi sono stati segnalati in Sardegna e Abruzzo, oltre ai casi già emersi in Toscana ed Emilia-Romagna, tra Siaf e Valpizza.

Le strutture coinvolte appartengono a realtà che non rientrano nel perimetro della cybersicurezza nazionale, sottoposto a requisiti di protezione più elevati. Le autorità hanno quindi invitato le aziende a verificare subito autenticazione, accessi remoti e sistemi esposti sulla rete.


Indagini senza attribuzione

Resta ancora sconosciuta l’identità degli autori. È stata avanzata l’ipotesi di un’azione riconducibile alla Russia o a un altro soggetto statale, ma non ci sono finora rivendicazioni né elementi ufficiali per attribuire l’operazione.

Lollobrigida ha parlato del cibo come di una possibile arma all’interno di una guerra ibrida. Piantedosi ha definito gli episodi «un’iniziativa coordinata a livello europeo da parte di qualcuno» e ha spiegato che stanno lavorando sia gli esperti dell’Agenzia per la cybersicurezza sia quelli della Polizia postale.

Il caso è stato affrontato anche dal Copasir, che ha ascoltato il direttore dell’Aisi Bruno Valensise. Quacivi è atteso in audizione mercoledì 4 novembre. Nei primi 9 mesi del 2026 l’Agenzia per la cybersicurezza ha individuato quasi 45mila risorse e servizi esposti a rischio, con oltre 3.200 elementi potenzialmente compromessi.

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