Sud Vivo, la sfida al declino demografico parte da Napoli
La Fondazione con il Sud mobilita territori, istituzioni e cittadini contro spopolamento e denatalità, con una campagna che punta su nascita, permanenza, rientro e accoglienza.
Il 5 novembre Napoli ospiterà l’incontro “Sud Vivo – 20 anni con il Sud”, organizzato al Complesso monumentale Donnaregina per celebrare i vent’anni della Fondazione con il Sud. All’appuntamento parteciperà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un momento dedicato alle strategie per contrastare lo spopolamento.
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La campagna cerca nuove adesioni
Il progetto è già sostenuto da una rete di oltre 140 realtà, tra organizzazioni del Terzo Settore, imprese, università, amministrazioni locali, istituzioni culturali e festival. Tra gli aderenti figurano anche il Forum nazionale del Terzo Settore, Acri e Assifero.
Cittadini, associazioni, comuni e imprese possono partecipare attraverso il sito sudvivo.it. L’obiettivo è raccogliere esperienze concrete e “storie collettive” capaci di raccontare interventi riusciti nei territori e di mostrare come l’impegno condiviso possa produrre cambiamenti.
Un video racconta la sfida
La campagna è stata diffusa con un video trasmesso sulle reti Sky e La7 e pubblicato anche in rete. L’iniziativa di comunicazione sociale ha coinvolto gli studenti dell’Istituto Europeo di Design, che hanno contribuito sia all’ideazione sia alla realizzazione del filmato.
Il tema della rigenerazione è stato inoltre portato in diversi appuntamenti pubblici insieme alle organizzazioni aderenti. Tra le iniziative coinvolte ci sono il Forum PA, il Giffoni Film Festival, il Ragusa Foto Festival, il Festival dell’Ospitalità, il Premio letterario Energheia e il Saff.
Il Sud perde abitanti e prospettive
Secondo la Fondazione con il Sud, il Mezzogiorno vive una fase segnata da denatalità, emigrazione e invecchiamento. Dal 2001 il territorio ha perso 730mila residenti e, senza una svolta, entro il 2080 potrebbe registrare una diminuzione di 8 milioni di persone.
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La conseguenza non riguarda soltanto la consistenza della popolazione. A diminuire sono anche giovani laureati, competenze, capacità creative e servizi essenziali, con effetti sul tessuto sociale ed economico dell’intero Paese. Il fenomeno interessa tutta l’Italia, ma presenta la maggiore intensità nel Mezzogiorno, dai piccoli centri interni alle città costiere.
Quattro strade per rigenerare
La Fondazione ha inserito la rigenerazione demografica tra le priorità del proprio piano triennale. Il programma si articola attorno a quattro direzioni: creare condizioni favorevoli alla nascita di nuove famiglie, rendere sostenibile la scelta di restare, facilitare il ritorno di chi è partito e accogliere persone provenienti da altre aree italiane o dall’estero.
Il primo obiettivo richiede servizi e opportunità che permettano di conciliare famiglia, lavoro e stabilità economica. Restare dovrebbe diventare una decisione libera e realizzabile, mentre il rientro può essere favorito da una migliore qualità della vita e da occasioni di innovazione; l’arrivo di nuovi abitanti, infine, viene considerato una risorsa per la vitalità e lo scambio culturale.
Una sfida che riguarda tutti
Per Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud, non basta affrontare il problema attraverso singoli interventi. “Davanti a questo scenario segnato da denatalità, emigrazione e invecchiamento, abbiamo due strade: rassegnarci a un declino che sembra scritto o unire le forze per cambiare rotta”, ha affermato.
La risposta, secondo la Fondazione, deve coinvolgere istituzioni e società civile, imprese e mondo della cultura, giovani e adulti. Non viene indicata una soluzione unica: servono invece azioni coordinate sulle diverse dimensioni della rigenerazione, concentrandosi sulle risorse già presenti nei territori e sulla capacità di trasformare le idee in iniziative concrete.
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