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Cronaca 2 min di lettura40 min fa

Leone XIV, il ricovero si avvicina: il gelo dagli Usa e la massima sicurezza

Il Pontefice sarà operato al Gemelli per un nodulo polmonare, mentre il Vaticano prepara controlli eccezionali e protegge anche i dati sanitari.

Il contrasto sulla pena di morte rende ancora più evidente l’assenza di messaggi pubblici dagli Stati Uniti per Leone XIV. Nel giorno in cui il Papa ha ribadito la sua opposizione alla pena capitale, il Pentagono ha comunicato che avrebbe trasmesso in diretta l’esecuzione di Nidal Hassan, ex maggiore dell’esercito condannato per la strage di Fort Hood del 2009, nella quale morirono 13 persone.

La posizione del Pontefice è stata netta: «La pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e alla dignità della persona». Secondo Leone XIV, la sicurezza collettiva e la giustizia possono essere garantite attraverso sistemi di detenzione efficaci, senza cancellare del tutto la possibilità di redenzione per chi ha commesso un reato. Negli stessi giorni, negli Usa, il caso della fallita esecuzione di Christa Pike ha riacceso il confronto sul tema.


Tra controlli e allerta informatica

Il dispositivo predisposto per il ricovero coinvolgerà sia l’interno sia l’esterno della struttura. La Gendarmeria Vaticana collaborerà con l’ispettorato Vaticano e con il servizio di vigilanza del policlinico per regolare gli accessi, mentre la polizia sorveglierà il perimetro e i varchi, anche attraverso agenti in abiti civili incaricati di monitorare l’arrivo dei fedeli.

Sul Gemelli sarà inoltre istituita una zona vietata al volo, sorvegliata con elicotteri, droni e strumenti per contrastare i dispositivi aerei senza pilota. Particolare attenzione sarà riservata alle reti tecnologiche dell’ospedale, in un quadro di allerta anche contro possibili attacchi informatici. Per limitare il rischio di fughe di informazioni, i risultati degli esami potrebbero essere archiviati usando codici alfanumerici o pseudonimi.


Il nodo del silenzio americano

A colpire è anche la mancata diffusione di parole di solidarietà da parte del presidente Donald Trump, del vicepresidente JD Vance e del segretario di Stato Marco Rubio. Trump, in passato, ha manifestato più volte una scarsa sintonia con il Pontefice, elemento che contribuisce ad alimentare le osservazioni sull’assenza di comunicazioni ufficiali da Washington.

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Il quadro resta delicato anche per la coincidenza temporale tra l’intervento del Papa contro la pena capitale e le vicende giudiziarie statunitensi legate alle esecuzioni. Il dibattito è tornato d’attualità pure dopo il caso di Christa Pike, la cui esecuzione non è andata a buon fine.


Dove sarà assistito il Pontefice

Leone XIV sarà ricoverato oggi all’ospedale Gemelli di Roma, dove dovrà sottoporsi alla rimozione di un nodulo al polmone. Non occuperà l’appartamento normalmente riservato ai Pontefici, perché l’area è interessata da lavori di ristrutturazione: la sistemazione prevista si trova comunque al decimo piano.

Quel settore è stato separato dal resto del complesso ospedaliero. L’ingresso sarà possibile soltanto con il via libera della Prefettura della Casa Pontificia, mentre il coordinamento tra apparati vaticani, forze dell’ordine e vigilanza del Gemelli servirà a mantenere riservato il percorso clinico del Papa.

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