Stadio Roma, il conto alla rovescia è partito: c’è la data del debutto
Firmata l’autorizzazione per l’impianto di Pietralata: il club può preparare il progetto esecutivo, con l’obiettivo di iniziare i lavori nel 2027 e concluderli entro il 2029.
Il progetto del nuovo stadio della Roma entra nella fase operativa dopo anni di annunci e attese. L’autorizzazione firmata dal commissario straordinario Massimo Sessa consente ora alla società giallorossa di predisporre il progetto esecutivo, mentre il Comune punta a vedere la prima pietra nel marzo 2027.
Roberto Gualtieri ha accolto il provvedimento come una svolta per la capitale: “Ora è una certezza, lo stadio si farà”, ha affermato il sindaco. Secondo la tabella di marcia indicata dall’amministrazione, il cantiere potrebbe durare circa due anni e mezzo, rendendo possibile l’apertura dell’impianto entro la fine del 2029.
Il calendario verso il cantiere
La Roma dovrebbe impiegare tra tre e quattro mesi per completare la progettazione esecutiva. Il lavoro dovrà poi essere esaminato e convalidato dagli uffici comunali, prima dell’avvio della procedura per assegnare in concessione l’area di Pietralata.
L’assessore capitolino all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, ha indicato tempi contenuti per la manifestazione d’interesse, senza però fissare una durata precisa. Se l’iter si chiudesse in circa un mese, come ipotizzato nei giorni scorsi, l’obiettivo di inaugurare i lavori nel 2027 resterebbe compatibile con il cronoprogramma.
La scadenza del procedimento non dipenderà dalla scelta dell’impianto come sede degli Europei del 2032. Tra tre giorni il ministro dello Sport Andrea Abodi sottoporrà all’Uefa l’elenco degli stadi candidati per la competizione organizzata da Italia e Turchia, ma Sessa ha chiarito che il termine fissato per Pietralata rimarrà valido anche in caso di esclusione.
Un impianto da oltre 60mila posti
Il futuro stadio dovrebbe superare i 60mila spettatori. Particolare rilievo avrà la Curva Sud, destinata a contenere 23mila tifosi: una capienza che la renderebbe uno dei settori più grandi d’Europa.
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La responsabile delle relazioni istituzionali della Roma, Lucia Bernabè, ha definito l’autorizzazione “un passaggio fondamentale” per arrivare a una struttura moderna, sostenibile e coerente con la storia del club. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha invece parlato di un’infrastruttura strategica per la capitale, sottolineando la conclusione dell’iter in 90 giorni e il coordinamento tra le istituzioni.
Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, ha evidenziato i possibili effetti positivi dell’opera sulla città e sul territorio regionale, confermando la disponibilità dell’ente a seguire le prossime tappe. Abodi ha collegato l’accelerazione alla nomina di Sessa come commissario straordinario per gli stadi degli Europei 2032, strumento che ha consentito di accompagnare il progetto senza rallentamenti significativi.
Espropri e ultimo passaggio storico
Gli eventuali costi degli espropri resteranno a carico del concessionario, quindi della Roma. Sessa ha invitato la società a valutare un confronto amichevole con i proprietari interessati, così da ridurre il rischio di contenziosi giudiziari.
L’idea di costruire uno stadio di proprietà affonda le radici negli anni Ottanta, quando a sostenerla era Dino Viola. Dopo oltre quarant’anni, l’autorizzazione rappresenta il punto più avanzato raggiunto dal progetto e apre la strada alla trasformazione del piano in un’opera concreta.
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