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Cronaca 2 min di lettura8 ore fa

Spesa, il conto sale ancora: lo scontrino rivela rincari fino all’80%

Un confronto realizzato a Milano mostra come il prezzo del carrello sia passato da 111,20 a 157,83 euro in cinque anni, con aumenti marcati per olio e conserve

Il carrello della spesa racconta un aumento ben più ampio di quello percepito osservando soltanto i singoli prodotti. A Milano, il confronto tra uno scontrino recente e quello di alcuni anni fa ha evidenziato una differenza di 23,71 euro: oggi la stessa spesa arriva a 157,83 euro, mentre tre anni fa si fermava a 134,12 euro.


Il carrello costa il 20% in più

Il raffronto è stato realizzato da Marcello Piazzano per “Mattino Cinque News”, all’esterno di un supermercato milanese. Presentando i due documenti, l’inviato ha quantificato l’incremento in circa il 20%, prendendo come riferimento prodotti acquistati in entrambe le occasioni.

Non tutti gli articoli, però, hanno seguito la stessa traiettoria. Tra le variazioni più evidenti c’è quella dello sgombro in scatola, il cui prezzo risulta quasi raddoppiato rispetto al passato, con un aumento vicino all’80%. Anche grissini, formaggio grattugiato e mele compaiono tra gli alimenti che hanno inciso sul totale.


Olio e materie prime sotto pressione

Le mele vengono indicate come un caso significativo anche per un altro motivo: la loro disponibilità durante l’anno ha reso meno netta la distinzione legata alla stagionalità. Il confronto mostra quindi non soltanto un rincaro generalizzato, ma anche differenze molto marcate tra le singole categorie merceologiche.

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Secondo i dati Istat riferiti al 2026, nell’ultimo anno i prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti dell’1,8%. Per le materie prime l’incremento indicato è invece del 5,5%, mentre l’olio d’oliva resta uno dei beni di prima necessità più aumentati: da circa 9 euro di tre anni fa è arrivato a costare intorno ai 14 euro.


Cinque anni dopo il conto cambia

Il divario diventa ancora più ampio allargando il confronto a cinque anni. La spesa oggi pari a 157,83 euro costava allora 111,20 euro: la differenza è di 46,63 euro, corrispondente a un aumento vicino al 30%.

Il risultato mette in evidenza quanto il costo complessivo dipenda dalla somma di tanti rincari, anche quando alcuni prodotti registrano variazioni più contenute. A incidere sul bilancio familiare sono soprattutto gli alimenti di uso frequente e quelli che, come l’olio e alcune conserve, hanno subito gli scatti più consistenti.

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