Ricina, la pista dei computer: perquisizioni digitali nelle scuole
La ricerca degli investigatori si concentra sui dispositivi da cui potrebbero essere partite informazioni sugli effetti del veleno prima e dopo due morti.
La pista digitale entra al centro dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, entrambe decedute dopo essere state avvelenate con ricina. Gli investigatori stanno cercando il computer dal quale potrebbe essere partita la consultazione di informazioni sugli effetti del veleno.
L’attenzione si concentra sui dispositivi presenti nelle scuole. L’obiettivo è individuare eventuali tracce delle ricerche effettuate nei mesi precedenti ai decessi e nel periodo immediatamente successivo.
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La ricerca parte dai computer scolastici
Gli investigatori puntano a ricostruire la cronologia delle attività svolte sui computer, verificando se da uno di questi apparecchi siano state cercate notizie specifiche sulla ricina. Al momento, il dispositivo non è stato individuato.
L’analisi riguarda sia il periodo antecedente alla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita sia quello successivo. Proprio la sequenza temporale delle eventuali ricerche potrebbe fornire elementi utili all’indagine.
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L’attenzione resta sulle due morti
La verifica dei computer si inserisce negli accertamenti avviati per chiarire le circostanze dei due decessi. Le consultazioni sugli effetti del veleno rappresentano uno degli aspetti su cui gli investigatori stanno concentrando l’attenzione.
La ricerca del dispositivo potrebbe contribuire a restringere il gruppo delle persone sospettate, collegando eventuali attività digitali al periodo in cui si sono verificati i fatti. Per ora, gli accertamenti restano in corso.
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