Spagna al voto: la destra vola, Sanchez ha ancora una chance
A 53 giorni dalle elezioni anticipate, i principali sondaggi premiano Partito Popolare e Vox, mentre il premier socialista prova a recuperare terreno sulla crisi abitativa.
Pedro Sanchez arriva alla sfida elettorale con un consenso indebolito dalle inchieste che hanno coinvolto il Partito Socialista e dalle polemiche legate al caso Ceuta. Il calendario concede ancora 53 giorni per invertire la rotta, ma le rilevazioni più recenti descrivono un quadro nettamente favorevole alla destra.
Il premier punta a trasformare l'emergenza abitativa nel tema centrale della campagna. La sua strategia consiste nell'attribuire ai partiti conservatori la responsabilità della bocciatura dei provvedimenti su sfratti e rinnovo automatico dei contratti, misure successivamente riproposte dal Consiglio dei ministri.
I numeri premiano il centrodestra
La rilevazione Dym del 24 settembre assegna al Partito Popolare il 34,7% delle preferenze, in crescita rispetto al 33,1% ottenuto alle elezioni del 2023. Il Psoe scenderebbe invece al 26,3%, con una perdita stimata dell'8,7% rispetto alla precedente consultazione.
Vox occuperebbe il terzo posto con il 17,3%, mentre Sumar si fermerebbe al 4,5%. Sulla base di queste percentuali, un'intesa parlamentare tra popolari e Vox avrebbe numeri sufficienti per raggiungere una maggioranza agevole.
Un'altra indagine, condotta da Sigma Dos tra il 22 settembre e il 1° ottobre, conferma il vantaggio del Partito Popolare, accreditato del 32,6%. Il Psoe viene stimato al 25,6% e Vox al 18,3%: insieme, le due forze di destra arriverebbero al 50,9%.
La crisi socialista pesa sul voto
Lo stesso sondaggio evidenzia anche le ragioni dell'erosione del consenso socialista. Tra gli elettori che hanno abbandonato il Psoe, il 42,9% indica l'insoddisfazione per l'azione dell'esecutivo; secondo la rilevazione, si tratta di una quota mai raggiunta in precedenza.
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Il dato aiuta a spiegare perché soltanto il 3,3% di questi ex elettori si orienterebbe verso Sumar, l'altra formazione della coalizione di governo. Per Sanchez, dunque, non si tratta soltanto di recuperare voti: occorre anche ridurre il malcontento tra persone che sembrano non voler sostenere l'attuale maggioranza.
A peggiorare la posizione del premier è intervenuto anche il caso Ceuta. Il governo è stato accusato prima di non aver dato il giusto peso agli avvertimenti dei servizi segreti e poi di aver lasciato senza adeguata protezione gli abitanti dell'enclave spagnola in Nord Africa.
Un sondaggio tiene aperta la partita
A separarsi dal quadro prevalente è il barometro del Centro di ricerca sociologica, realizzato tra il 1° e il 4 settembre. In questa rilevazione il Psoe raggiunge il 31%, davanti al Partito Popolare, fermo al 25,5%, mentre Vox si attesta al 16,6%.
Il risultato offre a Sanchez un margine di speranza, anche se la maggioranza degli istituti continua a indicare il centrodestra come favorito. Inoltre, le indagini disponibili sono state svolte prima della bocciatura dei decreti sulla casa e delle conseguenti tensioni politiche, elementi che potrebbero modificare gli orientamenti degli elettori.
Le elezioni si svolgeranno domenica 29 novembre. Il tempo per la rimonta non manca, ma i dati attuali descrivono per il premier socialista una corsa in salita e una possibile maggioranza tra Partito Popolare e Vox.
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