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Cronaca 1 min di lettura22 set

Sorelline scomparse, il caso vira sulla challenge: cosa ha trovato la procura

Le indagini a Caltanissetta hanno escluso l’ipotesi del sequestro: per gli inquirenti le due bambine avrebbero imitato un video virale, nascosto le prove nei loro telefoni e trascorso la notte in un negozio.

Le due bambine di 12 e 8 anni finite al centro del caso di San Cataldo non sarebbero state vittime di un rapimento. Per la procura di Caltanissetta, infatti, la scomparsa si spiega con una prova imitata dai social: una sfida per restare nascosti in un negozio per molte ore.


La pista social cambia tutto

A rendere più solida questa lettura, secondo gli inquirenti, ci sono sia le parole delle minori sia i contenuti trovati sui loro telefoni. La ricostruzione arriva dopo l’apertura di un fascicolo per sequestro di persona, poi superata dagli elementi raccolti.


Il negozio e la notte passata dentro

Le sorelline, rientrando nella cronaca del pomeriggio successivo alla scomparsa, sarebbero entrate di loro iniziativa nell’attività commerciale frequentata dal padre, approfittando della chiusura. L’obiettivo, sempre secondo l’accusa, era restare all’interno fino al giorno dopo senza farsi notare.

La formula che avrebbero cercato di replicare è quella resa popolare da molti video online: nascondersi in un esercizio commerciale, aspettare la notte e uscire solo all’alba. In questo caso, però, il piano si sarebbe interrotto prima della fuga, perché le minori sono state trovate dalle forze dell’ordine.

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La prova nei telefoni

Il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, ha spiegato che non emergono elementi per parlare di terze persone coinvolte nella vicenda. A suo dire, le bambine avrebbero agito “consapevolmente, e all'insaputa del padre”, con l’intenzione di passare la notte nel locale.

Sempre secondo la procura, una delle due avrebbe guardato più volte video dedicati proprio a questo tipo di sfide, maturando così l’idea di rifarle e trascinando anche la sorellina. Da qui la conclusione degli investigatori: si tratterebbe di un’imitazione di una challenge social, non di un sequestro.

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