Sordocecità, un gesto concreto per esserci: parte la nuova raccolta
La Fondazione Lega del Filo d’Oro promuove una campagna con Neri Marcorè per rafforzare i servizi dedicati alle persone sordocieche e alle loro famiglie.
Una rete più ampia e servizi potenziati per accompagnare le persone sordocieche verso maggiori autonomia, inclusione e benessere. È questo l’obiettivo di “Una storia di mani”, la campagna lanciata dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro in vista della Giornata Europea della Sordocecità, che si celebra il 22 ottobre.
A prestare il volto all’iniziativa è Neri Marcorè, affiancato da numerosi personaggi del mondo della cultura, della cucina, della musica e dell’informazione. Il messaggio punta a richiamare l’importanza della vicinanza e del sostegno concreto per chi affronta ogni giorno le difficoltà legate alla sordocecità.
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Il sostegno passa da un piccolo gesto
Per contribuire alla raccolta fondi è possibile effettuare una chiamata da rete fissa oppure inviare un messaggio al numero solidale 45514. In alternativa, si può utilizzare il codice QR dedicato o consultare il sito unastoriadimani.it.
La campagna servirà a sostenere l’ampliamento e il rafforzamento della rete di servizi della Fondazione, così da rispondere alle necessità delle persone sordocieche in modo sempre più capillare. L’obiettivo indicato dall’organizzazione è arrivare a garantire una presenza in tutte le regioni italiane.
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Una rete di volti per la campagna
A diffondere l’iniziativa contribuiranno anche i cuochi Filippo La Mantia e Mauro Uliassi, i maestri d’orchestra Leonardo De Amicis, Fabio Frizzi e Pinuccio Pirazzoli, la scrittrice Catena Fiorello, il giornalista Marino Bartoletti e l’attrice Mirea Flavia Stellato.
Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro, ha spiegato che il progetto nasce dall’incontro quotidiano con persone e famiglie che chiedono ascolto, accoglienza e accompagnamento. «Anche un piccolo gesto può contribuire a essere più vicini a chi ancora aspetta di trovare il supporto di cui ha bisogno», ha affermato, sottolineando la necessità di guardare al futuro senza lasciare indietro chi vive questa condizione.
Per Bartoli, il rapporto di fiducia con le persone sordocieche consente di comprendere meglio i loro bisogni e di individuare insieme nuove possibilità. La Fondazione chiede quindi una partecipazione ampia, per continuare a essere presente accanto agli utenti e ai loro nuclei familiari.
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