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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Sla, la sfida di Matteo Materazzi: «Cerco una strada per i miei figli»

Dopo un mese e mezzo negli Stati Uniti, l’ex calciatore ha iniziato un protocollo personalizzato e raccontato la lotta quotidiana contro la malattia insieme alla moglie Maura.

Un mese e mezzo negli Stati Uniti per tentare una nuova strada contro la Sla. Matteo Materazzi ha raccontato a Verissimo il percorso intrapreso dopo la diagnosi, arrivata due anni fa, e il desiderio che la ricerca possa offrire un futuro diverso ai suoi figli.

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Una cura pensata oltre il presente

Materazzi ha spiegato di aver potuto raggiungere gli Stati Uniti grazie al sostegno di persone che non pensava di avere accanto. Il trattamento è personalizzato e l’accesso al protocollo ha richiesto circa un anno. Dopo il rientro, la famiglia ha osservato un rallentamento della malattia, pur mantenendo grande prudenza sui possibili risultati.

«La cura non serve a me, serve ai nostri figli», ha detto l’ex calciatore durante l’intervista. La Sla, infatti, nel suo caso ha una componente genetica: per questo l’obiettivo non riguarda soltanto la sua condizione, ma anche la possibilità di individuare strumenti utili a proteggere le generazioni future. Materazzi è stato il primo paziente a sottoporsi a quel protocollo e ora si lavora per rendere il trattamento accessibile senza dover viaggiare oltreoceano.


La diagnosi dopo mesi difficili

I primi segnali si erano manifestati a marzo, quando Matteo aveva iniziato a zoppicare senza che fosse subito chiara la causa. La diagnosi è arrivata a settembre, dopo un percorso basato sull’esclusione di altre patologie: non esiste infatti un singolo esame capace di confermare immediatamente la Sla.

Nel corso del programma televisivo, Materazzi ha descritto una malattia che sottrae progressivamente capacità e autonomie. Ha raccontato di avere ancora oggi la voce, ma di temere che possa venirgli a mancare in futuro. Nonostante questo, continua a lavorare quando le condizioni glielo consentono e prova a conservare il piacere delle attività quotidiane.

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Maura, il sostegno della famiglia

Accanto a Matteo c’è la moglie Maura, con la quale condivide una storia lunga trent’anni. I due si erano allontanati proprio nel periodo in cui lui si era ammalato, mentre Materazzi attraversava anche una fase depressiva. Secondo il suo racconto, la moglie ha trovato la forza per riportarlo vicino alla famiglia.

Maura ha spiegato che la malattia li ha portati a riscoprire il loro legame. Ha anche ricordato quanto sia difficile vedere in ospedale bambini alle prese con problemi simili, pur sottolineando che, dentro una situazione dolorosa, possono emergere anche aspetti capaci di riavvicinare le persone.

Materazzi ha scelto di affrontare il percorso senza nascondere la sofferenza, ma cercando di guardare avanti. «Si può soffrire ma bisogna andare avanti con il sorriso», ha affermato, ribadendo di voler continuare a vivere e a impegnarsi finché sarà possibile.

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