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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Tumore triplo negativo: sacituzumab apre una nuova strada

I dati degli studi Ascent-03 e Ascent-04 indicano un vantaggio contro la progressione anche in presenza di metastasi cerebrali o viscerali.

Le pazienti con tumore della mammella triplo negativo avanzato potrebbero avere una nuova possibilità terapeutica già al momento della prima ricaduta. A indicarlo sono i risultati presentati al congresso Esmo 2026 di Madrid, dove sono stati analizzati gli effetti di sacituzumab govitecan in diversi profili clinici.

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Il beneficio riguarda più pazienti

Gli aggiornamenti degli studi Ascent-03 e Ascent-04 hanno evidenziato un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione in vari sottogruppi. Il vantaggio è stato osservato anche tra le donne con metastasi a livello degli organi interni o del cervello.

Lo stesso andamento è emerso nelle pazienti la cui malattia è tornata dopo oltre sei mesi e in quelle già sottoposte ad altri trattamenti chemioterapici. «In tutti questi quattro sottogruppi abbiamo un impatto, in entrambi gli studi, in termini di sopravvivenza libera da progressione», ha spiegato Alessandra Fabi durante il congresso della Società europea di oncologia medica.


Due studi per scenari diversi

Ascent-03 e Ascent-04 hanno messo a confronto sacituzumab govitecan con la chemioterapia standard in donne con neoplasia triplo negativa in fase avanzata, alla prima ricaduta. Il primo studio ha coinvolto le pazienti per le quali l’immunoterapia non rappresenta un’opzione; il secondo ha invece considerato quelle candidabili a questo trattamento.

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Fabi, responsabile dell’Unità di Medicina di Precisione in Senologia della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma e componente del consiglio direttivo di Aiom, ha sottolineato il significato clinico dei risultati. Secondo l’oncologa, il farmaco si propone come un’importante alternativa iniziale sia per le pazienti eleggibili all’immunoterapia sia per quelle che non possono riceverla.


Una forma tumorale senza tre recettori

Il carcinoma mammario triplo negativo costituisce circa il 15-17% dei tumori della mammella. La definizione deriva dall’assenza dei recettori per gli estrogeni, per il progesterone e per Her2, elementi che condizionano le possibilità di trattamento.

Gli esiti illustrati a Madrid, ha osservato Fabi, riguardano caratteristiche cliniche concrete: la presenza di metastasi viscerali o cerebrali, il tempo trascorso prima della prima ricaduta e i precedenti percorsi chemioterapici. Per l’oncologa, l’insieme dei dati indica un cambiamento rilevante nella gestione iniziale della malattia avanzata.

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