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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Sionismo e razzismo: il voto che spacca i Verdi di Inghilterra e Galles

La conferenza di Brighton approva una mozione per uno Stato unico palestinese, mentre quattro dei cinque deputati del partito prendono le distanze dal testo.

La decisione approvata a Brighton apre una frattura profonda nei Verdi di Inghilterra e Galles. Con 1.022 voti favorevoli e 813 contrari, la conferenza annuale del partito ha adottato una mozione che definisce il sionismo una forma di razzismo e respinge l’idea di uno Stato israeliano separato.

Il documento indica come alternativa la nascita di un unico Stato palestinese fondato sull’uguaglianza dei diritti. La scelta ha però incontrato l’opposizione della maggior parte dei rappresentanti eletti del movimento, trasformando il voto in un caso politico interno.


Il voto apre una frattura interna

Quattro dei cinque deputati dei Verdi hanno contestato la mozione. Tra loro c’è Adrian Ramsay, che ha espresso profonda amarezza e ha sostenuto che la proposta di uno Stato unico non sia compatibile con il principio dell’autodeterminazione dei popoli.

Di segno opposto la posizione di Zack Polanski, leader del partito, che ha difeso il provvedimento e ha affermato di considerare il sionismo un’ideologia razzista. Il confronto tra la dirigenza e i parlamentari mostra così una divisione su uno dei temi più delicati della politica internazionale.

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Il testo propone uno Stato unico

La mozione sostiene che il sionismo privilegi un gruppo etnico attraverso la subordinazione di altri gruppi. Il movimento ideologico sviluppatosi alla fine dell’Ottocento per promuovere la creazione di uno Stato ebraico, secondo i promotori del testo, dovrebbe essere affrontato come le altre forme di razzismo.

Gli autori precisano che il provvedimento riguarda il sionismo inteso come ideologia e pratica politica, non l’appartenenza religiosa o l’origine etnica delle persone che si definiscono sioniste. Il documento sottolinea inoltre che «non tutti gli ebrei sono sionisti e non tutti i sionisti sono ebrei».

La linea approvata esclude quindi il riconoscimento di un diritto a uno Stato di Israele e indica la costruzione di uno Stato palestinese «con pari diritti per tutti». L’applicazione della mozione dovrebbe essere affidata al gruppo di lavoro del partito incaricato delle politiche contro il razzismo.

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