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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Quarticciolo, don Coluccia alza il tono: serve una svolta

Dopo l’aggressione subita durante la sua attività pastorale, il sacerdote chiede un presidio permanente e un intervento coordinato contro degrado e spaccio.

Don Coluccia ha espresso riconoscenza al ministro della Difesa Guido Crosetto, al comandante generale dell’Arma dei carabinieri e agli agenti della scorta della Polizia di Stato. Il loro intervento, ha sottolineato, ha evitato che l’episodio avesse conseguenze ancora più gravi. Il sacerdote ha poi richiamato una frase attribuita a Sant’Agostino: «La speranza ha due figli: indignazione e coraggio».


Una presenza fissa per il quartiere

Secondo il sacerdote, nel Quarticciolo è arrivato il momento di una risposta stabile da parte dello Stato. Don Coluccia ha rivolto un appello alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alle istituzioni nazionali, chiedendo l’istituzione di un presidio permanente nella zona.

La richiesta, ha ricordato, nasce anche dalle numerose sollecitazioni dei residenti: cittadini che hanno sottoscritto una raccolta firme e presentato diversi esposti. Per il prete, la sicurezza passa anche dalla possibilità per gli abitanti di tornare a utilizzare e vivere pienamente gli spazi del quartiere.


Sicurezza, pulizia e servizi essenziali

Il sacerdote ha descritto una situazione segnata da episodi di violenza ricorrenti. Ha citato sparatorie e persone ferite anche durante il giorno, oltre agli interventi delle forze dell’ordine ostacolati da aggressioni e accerchiamenti.

Pur riconoscendo il lavoro svolto da carabinieri e Polizia di Stato, don Coluccia ha evidenziato la persistenza di problemi rilevanti. A suo giudizio, per contrastare degrado, illegalità e spaccio serve un piano condiviso che coinvolga, insieme alle autorità di sicurezza, anche Ama, Acea ed Enel, con interventi mirati su illuminazione e pulizia.

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L’aggressione durante la pastorale

L’appello è arrivato dopo l’episodio avvenuto nella serata di sabato 3 ottobre. Mentre svolgeva la sua consueta attività pastorale nel quartiere, don Coluccia sarebbe stato circondato e minacciato di morte.

Per l’aggressione i carabinieri hanno fermato tre cittadini tunisini. Il sacerdote, che vive sotto scorta ed è noto per le sue campagne contro droga e organizzazioni mafiose, ha spiegato che l’intimidazione non riguarda soltanto la sua persona, ma anche le donne e le madri che gli chiedono aiuto preoccupate per la propria sicurezza e per quella dei figli.

Nel suo messaggio ha chiesto di interrompere la spirale di paura e disperazione e ha rivolto un monito a chi spaccia e usa le armi: «Convertitevi!».

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