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Cronaca 5 min di lettura4 ore fa

Sinner si ferma, il numero uno cambia: le notizie del 7 ottobre

Dal forfait del tennista alla sicurezza dopo l’anniversario dell’attacco di Hamas, passando per carburanti, giustizia e nuovi aiuti per gli affitti.

Jannik Sinner ha chiuso in anticipo la stagione 2026 a causa di un problema al ginocchio destro. Lo stop per l’intero anno spalanca la strada ad Alexander Zverev, che nelle prossime settimane è destinato a diventare matematicamente il nuovo numero uno del mondo.

La decisione del tennista italiano è una delle notizie principali di mercoledì 7 ottobre 2026, insieme alle tensioni sul prezzo del gasolio, al nuovo sostegno per i genitori separati e agli aggiornamenti su alcuni casi giudiziari e internazionali.


Sinner lascia, Zverev aspetta

L’assenza forzata di Sinner comporterà la perdita del vertice della classifica mondiale. Il tennista azzurro ha comunicato ufficialmente la conclusione anticipata della sua annata sportiva, motivandola con il problema al ginocchio destro.

Il sorpasso di Zverev non è ancora formalizzato, ma viene considerato matematicamente inevitabile nelle prossime settimane. Per Sinner, dunque, il 2026 si conclude prima del previsto e senza la possibilità di difendere il primato in campo.


Dalla Figc alle piazze francesi

Giovanni Malagò ricopre ora il ruolo di commissario della Federazione italiana gioco calcio, dopo essere stato presidente della stessa organizzazione. Il commissariamento è legato alla sua posizione non regolare rispetto al tesseramento nel giorno dell’assemblea elettiva del 22 giugno scorso.

La soluzione individuata prevede nuove elezioni il 14 dicembre. Malagò, che nel frattempo è stato nominato commissario anche di se stesso, dovrebbe essere l’unico candidato.

In Francia, il primo ministro Sebastien Lecornu ha disposto la sospensione delle lezioni nei licei fino alla fine della settimana. L’obiettivo è consentire un confronto interno con gli studenti e provare a fermare la mobilitazione nazionale, arrivata al terzo giorno e accompagnata anche da scontri con le forze dell’ordine.


Affitti, carburanti e voto alla Camera

Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti pubblicherà oggi il primo bando dedicato ai genitori separati o divorziati che, dopo la fine della relazione, hanno perso la casa. Il contributo potrà arrivare a 6.000 euro l’anno per coprire il 50% dell’affitto, con un limite di 500 euro al mese.

Matteo Salvini ha annunciato la misura durante una trasmissione di Raitre. Il vicepremier ha spiegato che l’aiuto dovrebbe raggiungere alcune migliaia di persone, soprattutto padri ma anche madri, rimaste senza abitazione dopo la separazione.

Sul fronte dei carburanti resta aperto il confronto sul mancato prolungamento dello sconto fiscale sul gasolio. La fine delle cosiddette accise mobili ha contribuito all’aumento dei prezzi, compresi quelli sottoposti a calmierazione, mentre il governo non ha ancora individuato una soluzione.

Il viceministro all’Economia Maurizio Leo ha fatto sapere che il dossier è ancora in valutazione. Il nodo riguarda le risorse necessarie e tra le ipotesi esaminate figura anche un possibile ricorso alla tassazione indiretta su altri prodotti.

Alla Camera, intanto, sono già passati i primi due voti di fiducia sulla legge elettorale. Oggi è prevista la terza e ultima votazione sulla fiducia; il passaggio decisivo resta fissato per giovedì 8 ottobre, quando l’aula dovrà esprimersi sul via libera definitivo con scrutinio segreto.

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Dai tribunali a Garlasco

Il tribunale del Riesame di Napoli ha confermato per 12 mesi la sospensione dall’attività medica di Guido Oppido. Il cardiochirurgo è accusato di aver alterato la cartella clinica di Domenico Caliendo, bambino di quasi due anni e mezzo morto alcune settimane dopo un trapianto di cuore non riuscito al Monaldi di Napoli, eseguito il 23 dicembre 2025.

Per Emma Bergonzoni, cardiochirurga e seconda operatrice, il collegio ha invece cancellato la misura cautelare. I giudici hanno motivato la decisione con il venir meno delle esigenze che l’avevano resa necessaria.

Andrea Sempio è tornato a parlare dell’inchiesta della procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto quasi 20 anni fa a Garlasco. Ospite di Porta a Porta, ha descritto una quotidianità segnata dalle indagini e dagli incontri con avvocati e consulenti: «Oggi io non sto vivendo».

Sempio, accusato di aver ucciso la sorella del suo compagno di scuola Marco, ha inoltre ribadito di non avere responsabilità nella morte della giovane. Ha raccontato che da circa un anno e mezzo la sua vita si divide tra la camera, lo studio legale e le trasferte legate al caso.


Allarme internazionale e nuove ombre

Nel giorno del terzo anniversario dell’attacco di Hamas contro Israele, l’attenzione resta alta per il conflitto nella Striscia di Gaza. Il ministero israeliano per la Diaspora segnala 262 proteste ed eventi definiti anti-israeliani in 37 Paesi fino al 14 ottobre, con 75 appuntamenti concentrati proprio sul 7 ottobre.

Tra gli Stati con il maggior numero di iniziative figurano Stati Uniti, Spagna, Australia, Regno Unito e Italia. L’Israeli-American Council ha inoltre scritto a oltre 100 atenei statunitensi, comprese tutte le università appartenenti al gruppo delle otto più prestigiose, invitandoli a prepararsi a possibili disordini.

Negli Stati Uniti, il governo ha chiesto alla Russia una comunicazione ufficiale sul decesso collegato alla peste, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal. Donald Trump ha dichiarato che parlerà presto con Vladimir Putin: «Ho una telefonata in programma», ha detto ai giornalisti rientrando alla Casa Bianca.

In Svizzera, Jessica Moretti, proprietaria del locale Constellation colpito dall’incendio di Capodanno che ha causato 41 morti, tra cui 6 italiani, potrebbe accedere a un’indennità giornaliera prevista per gli infortuni sul lavoro. Da principale indagata, la donna potrebbe quindi essere riconosciuta come vittima per i danni alla salute e la conseguente perdita di guadagno.

Restano aperti anche i dubbi sul progetto del Ponte sullo Stretto. I documenti relativi al progetto definitivo mostrano un confronto tra progettisti e ministero sul rischio sismico: alcune ricerche sulle faglie vengono giudicate prive di utilità dagli ingegneri, mentre l’amministrazione ritiene che manchino dati indispensabili.

Dalle carte emergono informazioni ferme al 1995, verifiche ancora da concludere e la necessità di approfondire i movimenti del terreno nella zona in cui dovrebbe sorgere una torre, indicata come vicina a una faglia sospetta.

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