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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Silvia Salis firma per una Pma accessibile a tutte

L’iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni punta a modificare la legge 40 per ampliare l’accesso alla fecondazione assistita

Silvia Salis ha firmato a Genova la campagna “PMA per Tutte” dell’Associazione Luca Coscioni.

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Le ragioni dell’adesione

La sindaca ha collegato la sua scelta alla necessità di eliminare gli ostacoli che ancora limitano l’accesso alla procreazione medicalmente assistita. Secondo Salis, la possibilità di diventare genitori non dovrebbe dipendere dall’orientamento affettivo, dalla condizione personale o dalle risorse economiche.

«La fecondazione assistita deve essere realmente accessibile e sostenuta dal servizio sanitario pubblico», ha affermato Salis. La prima cittadina ha aggiunto che il ricorso alle strutture estere non può diventare l’unica soluzione per chi dispone dei mezzi necessari, mentre le altre persone sono costrette a rinunciare al proprio progetto familiare.

Salis ha inoltre ricordato di aver parlato nel libro “È già domani” del proprio percorso con la fecondazione assistita. La decisione, ha spiegato, nasce dalla volontà di ridurre il silenzio e il senso di colpa che possono accompagnare queste esperienze, spesso segnate da attese, paure, speranze e fragilità.

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Cosa prevede la proposta

La campagna sostiene una proposta di legge di iniziativa popolare. L’obiettivo è intervenire sull’articolo 5 della legge 40 del 2004, così da consentire l’accesso alla Pma anche alle donne single e alle coppie composte da due donne.

Per la sindaca, raccontare pubblicamente la propria esperienza può aiutare chi affronta lo stesso percorso a sentirsi meno isolato. Salis ha anche sostenuto che il riconoscimento della libertà di scelta debba accompagnarsi alla rimozione delle barriere normative e all’effettiva disponibilità dei trattamenti nel servizio sanitario pubblico.

L’adesione è arrivata nel pomeriggio di sabato 31 ottobre. Salis ha definito la proposta dell’Associazione Luca Coscioni una battaglia per una società capace di non imporre un unico modello familiare e di lasciare alle persone la possibilità di decidere sul proprio futuro.

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