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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Sessanta perquisizioni dopo gli scontri in 23 città

Digos e Polizia postale hanno sequestrato telefoni, armi giocattolo e frangivetri; a Roma resta il presidio ai Fori Imperiali.

Sessanta perquisizioni sono state eseguite in 23 città dopo le tensioni legate allo sciopero nazionale convocato dall’Usb. Le attività sono state condotte da Digos e Polizia postale per verificare l’eventuale uso di profili social e chat destinati a promuovere azioni violente.

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Cortei senza scontri a Bologna

A Bologna la manifestazione contro il carovita e il riarmo si è conclusa senza incidenti. La Questura ha riferito di circa 300 persone identificate e di un fermo preventivo per un uomo trovato con un passamontagna e occhiali protettivi.

Gli accertamenti non hanno portato a una denuncia. La Digos sta comunque esaminando alcune violazioni del percorso concordato per il corteo, allo scopo di verificare eventuali responsabilità.


Controlli rafforzati a Milano

A Milano le forze dell’ordine hanno mantenuto alta l’attenzione dopo gli episodi violenti del 17 e 18 ottobre. Nelle stazioni ferroviarie sono stati intensificati i controlli, mentre in centro gli agenti in borghese hanno sorvegliato l’area compresa tra Duomo, Brera e Cairoli.

La presenza dei paracadutisti nel centro cittadino è stata prorogata fino a marzo. Per Halloween, la sfilata del Dia de los Muertos organizzata dal consolato messicano è stata trasformata in un presidio; durante la giornata non sono emerse criticità rilevanti né sono stati segnalati gruppi considerati a rischio.


Le verifiche dopo le tensioni

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di undici telefoni cellulari, che saranno sottoposti ad analisi, oltre a pistole giocattolo, frangivetri e abiti ritenuti provenienti da precedenti saccheggi. Gli investigatori stanno cercando elementi utili a ricostruire la preparazione e il coordinamento delle violenze.

Gli interventi sono arrivati poche ore dopo gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine registrati soprattutto a Roma e Torino. Nella Capitale alcuni gruppi di giovani avevano tentato di avvicinarsi a sedi istituzionali situate nel centro della città.

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Roma, denunce e presidio

A Roma sono state denunciate sette persone e 369 sono state identificate. Le ipotesi di reato comprendono, a seconda delle singole posizioni, la resistenza aggravata a pubblico ufficiale, il travisamento in luogo pubblico, il porto di oggetti offensivi e il blocco stradale.

La Questura deve ancora completare la valutazione sulle responsabilità penali e amministrative degli identificati. Sono inoltre in corso verifiche sull’interruzione del traffico stradale e tranviario nella zona di viale Aventino, dove alcuni manifestanti si erano seduti sull’asfalto durante le operazioni di identificazione.

Ai Fori Imperiali continua il presidio promosso da studenti e lavoratori. Nei pressi del Colosseo sono state montate circa 40 tende. «Non vogliamo che la nostra protesta finisca con la manifestazione di venerdì: tra affitti e precarietà il carovita lo subiamo sulla nostra pelle», hanno spiegato due studenti dei collettivi Osa e Cambiare Rotta.


Le contestazioni a Torino

A Torino dodici persone sono state denunciate per fatti che includono la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale. Nel complesso sono state identificate 256 persone.

Undici identificati sono stati accompagnati in Questura per ulteriori accertamenti. Le verifiche si sono concentrate sui comportamenti tenuti durante le tensioni collegate alla mobilitazione nazionale.

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