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Cronaca 1 min di lettura30 min fa

Siher, la Procura teme la fuga: chiesto il carcere

Per i pubblici ministeri, le competenze informatiche del ricercatore potrebbero favorire nuove condotte e una strategia eversiva.

La Procura di Milano ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per Youssef Siher, ricercatore italiano di 30 anni, di origini marocchine. Gli inquirenti lo considerano la figura centrale del canale online “Movimento 17 ottobre” e ritengono concreto sia il rischio di fuga sia quello di nuovi reati.

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La competenza informatica pesa

Tra gli elementi sottoposti dai pubblici ministeri al giudice c’è il livello di preparazione tecnica attribuito a Siher. Secondo l’accusa, la sua conoscenza degli strumenti informatici sarebbe abbastanza avanzata da consentirgli di “sviluppare una strategia rivoluzionaria”.

Questa valutazione viene collegata al ruolo che il ricercatore avrebbe avuto nella gestione del canale “Movimento 17 ottobre”. L’ipotesi investigativa è che Siher ne fosse la mente, ma sarà il giudice a valutare la fondatezza delle contestazioni e la necessità della misura richiesta.

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La richiesta dei pubblici ministeri

Nel documento con cui è stata sollecitata la convalida del fermo, la Procura indica due esigenze cautelari. La prima riguarda la possibilità che l’indagato possa sottrarsi al procedimento; la seconda è legata al timore che possa ripetere condotte analoghe.

La richiesta di detenzione in carcere dovrà ora essere esaminata dall’autorità giudiziaria. Al momento, le valutazioni sui rischi e sul ruolo attribuito a Siher restano quelle formulate dagli inquirenti nell’ambito dell’indagine.

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