Siher, il dubbio di Boschi: regista solitario delle proteste
Il criminologo Marco Boschi invita ad attendere gli accertamenti sul ruolo dell’attivista fermato e analizza rabbia giovanile e uso delle chat nelle mobilitazioni.
Il fermo di Youssef Siher, attivista e giornalista indipendente di 30 anni indicato come possibile figura centrale del Movimento 17 ottobre, non chiarisce ancora se dietro le proteste ci fosse una struttura organizzata. Secondo Marco Boschi, docente di Criminologia del terrorismo, resta aperta anche l’ipotesi che l’uomo abbia agito senza una rete diretta alle sue spalle.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Il ruolo di Siher resta da chiarire
Intervenuto a Tgcom24, Boschi ha invitato alla prudenza: «Non sarebbe impossibile che abbia fatto tutto da solo». Il docente ha descritto Siher come una persona dotata di contatti, anche oltre i confini italiani, e con esperienze maturate nel giornalismo, nello studio e nella ricerca su ambiti specifici, tra cui il Medio Oriente.
La valutazione definitiva, però, dipenderà dagli elementi raccolti dagli investigatori. Saranno soprattutto gli sviluppi dell’inchiesta e il materiale acquisito dalla polizia giudiziaria a stabilire quale sia stato il reale peso dell’attivista nell’organizzazione delle manifestazioni svoltesi a Milano e in altre città durante gli ultimi due fine settimana.
Le chat accelerano la mobilitazione
L’impiego dei social network e di applicazioni come Telegram per convocare persone, diffondere messaggi e coordinare iniziative non rappresenta una novità. Boschi ha ricordato che strumenti di questo tipo vengono utilizzati da anni anche in contesti legati al terrorismo, ma ha precisato che la contemporanea presenza di più fronti di protesta non dimostra automaticamente l’esistenza di collegamenti diretti.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Le diverse mobilitazioni possono quindi svilupparsi nello stesso periodo senza essere necessariamente unite da una regia comune. Per il criminologo, occorre distinguere la protesta contro le politiche del governo dalle dinamiche di rabbia e frustrazione che possono inserirsi nelle manifestazioni.
Rabbia e disagio nelle piazze
Secondo l’analisi di Boschi, alcuni comportamenti violenti nascono da meccanismi psicosociologici studiati dalla criminologia. Attraverso azioni come devastazioni o saccheggi, una parte dei partecipanti può cercare una compensazione simbolica per ciò che ritiene di non avere nella propria vita o di non poter ottenere in futuro.
Il docente ha attribuito un peso particolare ai giovanissimi, spesso più esposti alla difficoltà di controllare gli impulsi aggressivi. Protesta politica, disagio personale e desiderio di sfogo possono così sovrapporsi nella stessa piazza, contribuendo agli episodi registrati soprattutto a Torino e Milano.
Continua a leggere
Milano, chi c’è dietro le proteste? L’ipotesi sul ruolo di Siher
Il criminologo Marco Boschi invita alla cautela sul 30enne fermato e analizza l’uso dei social, la rabbia giovanile e la possibile autonomia dei diversi fronti di protesta.
Milano, fermato prima delle proteste: chi è Youssef Siher
Youssef Siher, 30 anni e originario di Brescia, è accusato di aver promosso le rivolte della settimana precedente attraverso il cosiddetto Movimento 17 ottobre.
Movimento 17 ottobre, il telefono della moglie porta a Youssef Siher
La donna, 32 anni e mediatrice interculturale, risulta coinvolta nella stessa inchiesta condotta sul marito per le proteste della scorsa settimana.
Il telefono della moglie porta a Siher: anche lei è indagata
La 32enne, mediatrice culturale residente a Como, è accusata insieme al marito nell’inchiesta sulle proteste del Movimento 17 ottobre