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Cronaca 2 min di lettura21 ott

Siena, il dolore non è solo fisico: il confronto sulle malattie reumatologiche

Il 24 ottobre Apmarr riunisce a Siena specialisti, pazienti e associazioni per parlare di diagnosi, terapie, sostegno psicologico e qualità della vita.

Dolore persistente, difficoltà nei movimenti e percorsi diagnostici spesso complessi possono ripercuotersi sull’equilibrio emotivo, sulle relazioni e sulle abitudini quotidiane. Per affrontare le malattie reumatologiche serve quindi una visione ampia, capace di affiancare alle cure mediche l’ascolto della persona e il supporto della comunità. È questo il tema dell’incontro “Apmarr incontra Siena: cura, benessere e comunità nelle malattie reumatologiche”, previsto sabato 24 ottobre alle 9 alla LaBotteghina Mad Aps, in via Tolomei 7, a Siena.

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La cura passa dalla rete

L’appuntamento è promosso da Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare e si rivolge a cittadini, professionisti sanitari, persone con patologie reumatologiche e rare, familiari e assistenti. L’obiettivo è aumentare la conoscenza di condizioni molto diverse tra loro e favorire un dialogo più stretto tra chi vive la malattia, chi la cura e il territorio.

Bruno Frediani, professore di Reumatologia dell’Università di Siena, richiama l’ampiezza del settore e il valore della ricerca sulle malattie rare. “Investire nella loro conoscenza significa contribuire al progresso dell’intera reumatologia”, ha spiegato, sottolineando anche l’importanza di una collaborazione stabile tra specialisti e associazioni dei pazienti. Il loro coinvolgimento, ha aggiunto, permette di individuare con maggiore precisione i bisogni concreti e di costruire percorsi assistenziali più adeguati.


Quando il dolore coinvolge tutta la persona

La diagnosi tempestiva resta uno degli obiettivi centrali, ma può essere ostacolata dalla limitata conoscenza di queste patologie. Alessandra Rosabianca, psicologa e psicoterapeuta, evidenzia che il dolore non riguarda esclusivamente la dimensione fisica: anche aspetti emotivi, cognitivi e relazionali possono influenzarne la percezione e rendere più difficile la convivenza con una condizione cronica.

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“È essenziale costruire una rete di sostegno che coinvolga non solo i professionisti sanitari, ma anche familiari, caregiver e comunità”, ha affermato Rosabianca. Durante l’incontro si parlerà anche di sostegno psicologico, tecniche di rilassamento, mindfulness, movimento e attività fisica adattata alle condizioni individuali. Integrati nel percorso terapeutico, questi strumenti possono aiutare a gestire meglio le conseguenze della malattia, mantenere l’autonomia e riconoscere le risorse personali.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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