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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Siaarti, il congresso che rimette al centro chi cura

A Milano Icare 2026 affronta fuga dagli ospedali, sicurezza, formazione e sostenibilità, con uno spazio riservato all’ascolto degli anestesisti-rianimatori.

«Le sale operatorie sono tra le aree dell’ospedale con il maggiore impatto ambientale». Roberta Monzani, segretario Siaarti, richiama però un altro dato: il 68,7% dei soci che hanno partecipato alla survey non ha mai ricevuto una formazione sulla gestione dei rifiuti. Anche per questo Icare 2026 lega la qualità dell’assistenza al benessere di chi lavora nei reparti.

Il congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva si svolgerà dal 22 al 24 ottobre all’Allianz MiCo di Milano. L’appuntamento, giunto all’80esima edizione, proporrà un programma articolato tra attività cliniche, simulazioni, ascolto e iniziative dedicate all’inclusione.

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La sostenibilità entra al congresso

Il programma non sarà distribuito su carta: i contenuti saranno disponibili sull’app Congressi Siaarti. Nel 2025 erano state stampate 2.000 copie da 66 pagine. Anche il cibo non consumato seguirà una diversa destinazione: nell’edizione precedente più di 600 pasti erano stati consegnati dal Banco Alimentare all’Associazione Coop San Francesco attraverso Food for Good.

Il progetto Icare Green & Inclusion comprenderà inoltre contenitori con indicazioni per separare correttamente i rifiuti e un’Area Kids, con babysitter e animatrici attivabili su richiesta per chi partecipa insieme ai figli. «Al congresso partiamo dalle cose che si vedono: niente programmi di carta, niente cibo sprecato, cestini che spiegano dove va cosa», ha aggiunto Monzani.


Un ascolto dedicato agli anestesisti

Tra gli spazi dell’evento ci sarà anche il «confessionale», realizzato insieme all’ospedale San Raffaele. Il nome è volutamente ironico: la stanza permetterà agli anestesisti-rianimatori di fermarsi, parlare senza formalità, prendere un caffè o svolgere brevi esercizi di respirazione. L’accesso sarà libero, senza prenotazione, per tutta la durata del congresso e nell’area espositiva.

L’iniziativa nasce in un momento segnato dall’uscita di molti professionisti dagli ospedali. Secondo uno studio Anaao Assomed, nel 2025 hanno lasciato il servizio 3.767 medici ospedalieri, un numero superiore a quello dei pensionamenti. Nello stesso tempo, la quota di contratti di specializzazione assegnati in Anestesia e Rianimazione è salita al 90% nel 2026, dall’81% registrato nel 2025.


Turni, sicurezza e nuova formazione

Elena Giovanna Bignami, presidente Siaarti, ha sottolineato che trattenere un medico significa conservare anni di preparazione ed esperienza. «Prendersi cura di chi cura è il primo passo», ha dichiarato, indicando tra le necessità del personale turni sostenibili, ambienti protetti, occasioni di crescita e organici sufficienti per garantire tempo adeguato ai pazienti.

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Il tema della sicurezza resta centrale anche alla luce dei dati dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie: l’ultima relazione riferisce 17.956 aggressioni segnalate, con oltre 23.000 operatori coinvolti. Il congresso affronterà questi aspetti insieme a inclusione e sostenibilità, quattro direttrici individuate dopo una consultazione tra i soci che ha raccolto oltre 200 risposte.


Casi clinici e prove sul campo

Il programma è organizzato in otto percorsi clinico-organizzativi. Ogni itinerario seguirà un caso dall’ingresso in ospedale alla dimissione, coinvolgendo professionisti dell’emergenza, dell’anestesia, della rianimazione e della terapia del dolore. Tra gli scenari previsti figurano un arresto cardiaco in un centro commerciale, la frattura del femore di una persona anziana e un incidente che coinvolge un bambino con bisogni speciali.

Sono previste 175 sessioni, 330 relatori e 217 abstract accettati sui 251 ricevuti. Le donne rappresentano più della metà degli iscritti finora; tra i relatori saranno 104. All’interno dell’evento troverà spazio anche il congresso di anestesia veterinaria, con quattro sessioni e un laboratorio pratico.


Ecmo, simulazioni e lavoro di squadra

Undici attività di simulazione ad alta fedeltà, almeno una per ciascun percorso, permetteranno di esercitarsi in situazioni critiche in un ambiente controllato. Dodici laboratori saranno invece dedicati alla coagulazione e all’Ecmo, tecnica che sostiene temporaneamente la funzione polmonare e, in alcune configurazioni, anche quella cardiaca.

Le prove riguarderanno l’inserimento delle cannule, la gestione del circuito extracorporeo e l’individuazione delle complicanze. Giacomo Grasselli, vicepresidente Siaarti, ha ricordato che «la competenza del singolo professionista deve integrarsi con quella dell’intero team», aggiungendo che l’efficacia dell’Ecmo dipende anche dall’organizzazione dei centri, dall’aggiornamento costante e dal collegamento tra le strutture.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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