Sgarbi in Terapia Intensiva: la corsa al Gemelli e il racconto di Sabrina Colle
La compagna del critico d’arte ricostruisce l’improvviso peggioramento e racconta il sostegno ricevuto durante le ore più difficili in ospedale.
Le condizioni di Vittorio Sgarbi restano stabili, mentre il critico d’arte continua a ricevere cure nel reparto di Terapia Intensiva del policlinico Gemelli di Roma. Il ricovero d’urgenza è scattato mercoledì 30 settembre, dopo una grave difficoltà respiratoria, e Sabrina Colle ha ricostruito le ore concitate vissute prima dell’arrivo in ospedale.
Il peggioramento arrivato all’improvviso
Secondo il racconto della compagna, fino a martedì la situazione sembrava regolare. Il quadro è cambiato durante la notte: al risveglio, Colle si è accorta che Sgarbi respirava con fatica e ha deciso di accompagnarlo immediatamente al Gemelli.
«Andava tutto bene martedì. Ma al risveglio del giorno dopo, mi accorgo che Vittorio non respira bene. Non c’è tempo da perdere, si corre al Gemelli», ha raccontato Sabrina Colle. Dopo l’ingresso al Pronto Soccorso, la donna ha atteso da sola prima di ricevere la possibilità di raggiungerlo nel reparto di Rianimazione.
Al Gemelli tra paura e fiducia
Il passaggio nei corridoi dell’ospedale è diventato per Colle il momento in cui ha percepito con maggiore intensità la fragilità della situazione. La compagna di Sgarbi ha descritto il policlinico come uno spazio segnato dalla sofferenza, ma anche capace di trasmettere speranza a chi attende notizie.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
«Il Gemelli è un luogo di dolore, ma anche di speranza», ha spiegato, sottolineando quanto possano incidere, per i pazienti e per i familiari, il tono di voce dei sanitari, l’attenzione nei gesti e la capacità di ascoltare. Sono elementi che, nei momenti più delicati, possono contribuire a costruire un senso di protezione.
Il sostegno del personale
Nel suo resoconto, Colle ha rivolto particolare attenzione ai giovani impegnati ogni giorno nelle attività dell’ospedale. Li ha visti spingere lettighe, accompagnare i malati, trasportare apparecchiature, fornire indicazioni e rispondere alle richieste dei parenti disorientati.
La loro presenza, insieme alla disponibilità di medici e infermieri, non ha cancellato la preoccupazione per le condizioni di Sgarbi. Tuttavia, ha contribuito a rendere più sopportabile l’attesa e le ore trascorse accanto al compagno, ancora ricoverato in Terapia Intensiva.
Continua a leggere
Ad Assisi il richiamo di Zuppi: la pace non nasce dalla forza
Il presidente della Cei rilancia il messaggio di San Francesco e invita a superare la logica dello scontro e della difesa fondata sulle armi.
Vieste, volo dal terrazzino: padre gravissimo dopo il tentativo di salvare il figlio
L’area del ricevimento è stata sequestrata: il bambino ha riportato una frattura, mentre il padre resta in condizioni critiche dopo l’intervento
Verstappen sblocca il 2026: Antonelli vola, Hamilton chiude sul podio
Il successo dell’olandese riapre la stagione, mentre il secondo posto del pilota Mercedes pesa nella sfida iridata e Hamilton regala un finale da applausi.
Roma, 500 golf car e controlli record: perché ora la città prova a frenare
Il Guardian riprende l’inchiesta di Adnkronos sul boom dei veicoli turistici: nove su dieci sarebbero privi di autorizzazione e scattano nuove verifiche