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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Roma, 500 golf car e controlli record: perché ora la città prova a frenare

Il Guardian riprende l’inchiesta di Adnkronos sul boom dei veicoli turistici: nove su dieci sarebbero privi di autorizzazione e scattano nuove verifiche

Il caso delle golf car romane supera i confini italiani e approda sulle pagine del Guardian. Il quotidiano britannico ha rilanciato l’inchiesta realizzata da Fabrizio Rostelli e Lorenzo Capezzuoli Ranchi per Adnkronos, accendendo i riflettori sulla crescita dei mezzi utilizzati dai turisti nel centro della capitale.


Il nodo delle autorizzazioni

Secondo la ricostruzione della corrispondente Angela Giuffrida, questi veicoli rappresentano per chi visita Roma un modo per affrontare più comodamente il caldo, la ressa e la pavimentazione in sampietrini. La prospettiva cambia per chi vive in città, dove l’aumento delle golf car viene percepito come un ulteriore problema in una realtà già segnata dalla congestione stradale e dalla pressione del turismo.

A far scattare l’attenzione delle autorità è soprattutto il dato sulle autorizzazioni. Stando a quanto riportato dal Guardian sulla base dell’inchiesta di Adnkronos, circa il 90% delle quasi 500 golf car presenti sulle strade di Roma opererebbe senza permesso.


Multe e controlli nel centro

Dopo la pubblicazione dell’inchiesta, la polizia ha rafforzato le verifiche. In pochi giorni sono stati fermati 131 mezzi nelle aree di Piazza Navona, del Pantheon, del Circo Massimo e di Piazza di Spagna.

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Le contestazioni hanno prodotto sanzioni per complessivi 38.000 euro. Tra le irregolarità rilevate figurano la conduzione senza patente e la sosta vietata, episodi che hanno alimentato il dibattito sulla gestione di un servizio ormai diffuso nelle zone più frequentate dai visitatori.


La stretta invocata dal Comune

Il Guardian ha inoltre ripreso le dichiarazioni rilasciate ad Adnkronos da Eugenio Patané, assessore alla Mobilità del Comune di Roma. L’amministrazione capitolina, ha spiegato, punta a ottenere interventi regionali capaci di definire regole più precise per il settore.

Patané ha avvertito che l’attività “rischia di sfuggire al controllo”. Il tema, dunque, non riguarda soltanto i controlli già avviati nella capitale, ma anche la costruzione di una disciplina più chiara per limitare il proliferare dei mezzi e stabilire condizioni uniformi per il loro impiego.

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