Sgarbi, il nodo resta la respirazione: ancora in terapia intensiva
Il 74enne è stabile ma in una situazione definita delicata, dopo la tracheostomia resa necessaria dalla dipendenza dal supporto ventilatorio.
Vittorio Sgarbi resta ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma da oltre due settimane, dopo il grave episodio respiratorio che ha richiesto cure intensive. Le sue condizioni vengono descritte come stabili, ma all’interno di un «equilibrio delicato».
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Stabilità dentro un equilibrio delicato
Il critico d’arte ed ex sottosegretario alla Cultura continua a essere seguito nel reparto di Terapia intensiva. Nonostante il quadro clinico non abbia registrato nuovi peggioramenti, la situazione resta complessa e impone la prosecuzione dell’assistenza specialistica.
La valutazione arriva dopo la tracheostomia percutanea eseguita dai medici la scorsa settimana. L’intervento è stato effettuato per garantire una gestione più prolungata del sostegno alla respirazione.
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Il ventilatore resta ancora indispensabile
Secondo quanto riportato nel secondo bollettino diffuso venerdì 9 ottobre dall’Irccs romano, la procedura si è resa necessaria a causa della «attuale non svezzabilità dal supporto ventilatorio». In altre parole, Sgarbi non è ancora nelle condizioni di respirare senza l’ausilio dei macchinari.
Il bollettino segnalava comunque un miglioramento delle condizioni polmonari e il superamento della fase legata alla microembolia polmonare. Per il momento, però, il recupero non consente di interrompere il supporto ventilatorio e il ricovero in Terapia intensiva prosegue.
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