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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Sempio accusa la difesa Stasi: «Mi riporta nell’indagine»

L’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi respinge le accuse e contesta le conseguenze dell’attenzione mediatica

Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, ha accusato la difesa di Alberto Stasi di alimentare nuovamente i sospetti nei suoi confronti. Lo ha detto nell’intervista a Bianca Berlinguer che sarà trasmessa questa sera su Retequattro, durante «È sempre Cartabianca».

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Le accuse alla difesa di Stasi

Sempio ha spiegato di non aver cambiato idea sulla responsabilità di Stasi nonostante gli elementi emersi di recente. Alla domanda su eventuali dubbi riguardo alla colpevolezza dell’ex fidanzato di Chiara Poggi, ha risposto: «No, perché non mi fido neanche di quelle notizie».

Secondo l’indagato, a riportarlo periodicamente al centro dell’inchiesta sarebbe la strategia dei legali di Stasi. «È la difesa di Stasi che mi ci ributta dentro tutte le volte, che spinge per cercare di far ripartire le indagini contro di me», ha affermato.

Sempio ha poi immaginato un possibile confronto diretto con Stasi. In quella circostanza, gli chiederebbe se creda davvero a tutto ciò che ha riacceso l’attenzione sul caso di Garlasco.


I vecchi video e la risposta

Nel corso dell’intervista sono tornate anche le immagini di alcune registrazioni realizzate in passato da Sempio. In una di queste, parlando dello stupro, aveva usato l’espressione «una dimostrazione di forza del maschio».

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Il 38enne ha precisato che la frase faceva parte di una discussione più ampia sulle fantasie erotiche attribuite a molte donne e sul motivo per cui, secondo alcune interpretazioni, tra queste potrebbe comparire anche quella dello stupro. Ha inoltre negato di aver cercato di pagare qualcuno per cancellare quelle dichiarazioni dalla Rete, definendo falsa questa ricostruzione.


Il rapporto con i magistrati

Finora Sempio non ha risposto alle domande dei magistrati, mentre ha scelto di parlare con i giornalisti. Ha distinto il confronto televisivo dal procedimento giudiziario, sostenendo che in televisione vengono esposte le rispettive posizioni, mentre la sede giudiziaria segue un piano diverso.

A suo dire, le conseguenze più pesanti sarebbero arrivate dalla pressione esercitata dai mezzi di informazione. L’indagine della Procura di Pavia sul delitto di Chiara Poggi resta così al centro delle sue dichiarazioni, mentre Sempio continua a respingere ogni responsabilità.

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