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Cronaca 1 min di lettura3 giorni fa

Scuola Daneo, il caso dello striscione arriva in Questura: cosa chiedono i genitori

Francesca Pastore pretende gli atti sull’intervento, mentre le famiglie preparano un presidio e invitano a esporre nuovi messaggi dalle finestre.

Francesca Pastore, avvocata e alla guida dell’associazione dei genitori, ha chiesto alla Questura di Genova di chiarire l’operato degli agenti coinvolti nella rimozione del telone esposto alla scuola Daneo. Nella lettera sollecita “un immediato rapporto in ordine all’effettuazione” dell’intervento e domanda anche “copia del provvedimento autorizzativo e relativo verbale delle operazioni poste in essere”.


La Questura verifica l’intervento

Sul caso sono già stati avviati accertamenti interni. La versione fornita dalla Questura parla di un’iniziativa individuale assunta dopo una segnalazione arrivata dalla centrale operativa della polizia locale.

A rimuovere il telo sarebbero stati due poliziotti in abiti civili. Restano da chiarire le modalità dell’azione e l’eventuale esistenza di autorizzazioni o verbali, proprio gli elementi sui quali l’associazione ha chiesto documentazione ufficiale.


Le famiglie preparano la protesta

La vicenda ha spinto i genitori della scuola primaria, situata nel centro storico di Genova, a organizzare una risposta pubblica. L’appuntamento è fissato per lunedì mattina in piazza della Meridiana, a breve distanza dall’istituto, con l’obiettivo indicato nell’appello di “dare una prima risposta a quanto accaduto e per organizzare future mobilitazioni”.

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L’associazione invita inoltre le famiglie a esporre striscioni dalle finestre delle abitazioni. Nel messaggio richiama l’articolo 34 della Costituzione, ricordando che “la scuola è aperta a tutti”.


Il messaggio rimosso dalla facciata

Al centro della contestazione c’è il telone con la frase “Qui nessun* è stranier*”, tradotta in più lingue e realizzata insieme da bambini e insegnanti. Il materiale era stato tolto il giorno precedente dai due agenti, provocando le reazioni dell’associazione dei genitori.

La mobilitazione nasce dunque dalla richiesta di ricostruire con precisione perché quel lavoro sia stato rimosso e sulla base di quale disposizione. Il presidio di piazza della Meridiana dovrebbe rappresentare il primo momento di una serie di iniziative annunciate dalle famiglie.

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