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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Schianto del Chinook in Bosnia, acquisita la scatola nera

Il dispositivo sarà esaminato dagli specialisti della Difesa insieme ai rottami dell’elicottero precipitato durante la ripartenza

La procura di Roma ha acquisito la scatola nera del Chinook precipitato in Bosnia, incidente costato la vita a quattro militari italiani. Il dispositivo sarà analizzato per ricostruire le cause dello schianto.

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Le verifiche sull’elicottero

Il registratore contiene il piano di volo, gli spostamenti del mezzo e i dati relativi al suo funzionamento. L’esame rientrerà nella consulenza tecnica che la procura affiderà agli specialisti della Difesa.

Gli accertamenti riguarderanno anche i resti del velivolo, impiegato nella missione Eufor Althea. Gli investigatori italiani, insieme alle autorità bosniache, hanno ricomposto il relitto e lo hanno riportato in posizione verticale per consentire le verifiche.

Secondo le prime ricostruzioni, il Chinook aveva raggiunto regolarmente un campo di volo nella zona di Brcko per permettere il cambio dei piloti. Durante la successiva ripartenza, però, l’elicottero ha perso quota ed è precipitato al suolo.


L’ipotesi dell’avaria

Le forze dell’ordine italiane arrivate in Bosnia dopo l’incidente hanno già raccolto alcune testimonianze, compresa quella dei piloti presenti a bordo. Gli inquirenti stanno valutando soprattutto la possibilità di un guasto tecnico.

Il fatto che i due piloti disponessero degli stessi comandi rende meno probabile, secondo gli accertamenti svolti finora, l’ipotesi di un errore umano commesso contemporaneamente da entrambi. Il pubblico ministero Francesco Saverio Musolino ascolterà nuovamente i superstiti quando le loro condizioni lo permetteranno.

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Nell’impatto sono morti immediatamente i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi e il tenente Franco Adriano Zecchillo, appartenente al Corpo Militare della Croce Rossa. Il sergente Laura Procacci è stata invece trasferita in ospedale in condizioni molto gravi ed è deceduta successivamente.

L’autopsia eseguita all’istituto di medicina legale di Tor Vergata ha attribuito la morte della militare a gravissimi traumi da schiacciamento.


I procedimenti aperti a Roma

La procura ordinaria di Roma procede al momento contro ignoti e ipotizza i reati di disastro colposo e omicidio colposo. L’analisi dei dati della scatola nera e dei rottami dovrà fornire elementi utili a chiarire la dinamica.

Un fascicolo è stato aperto anche dalla procura militare della Capitale, sempre senza indagati identificati. In questo caso viene valutata l’ipotesi di perdita colposa di aeromobile.

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