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Cronaca 2 min di lettura56 min fa

Scaffali vuoti al Sud: prezzi record e farmaci sotto pressione

Il blocco dei camion mette in difficoltà alimentari, allevamenti e negozi: pomodori e ortaggi costano molto di più mentre il governo tratta con le associazioni

Nel Mezzogiorno l'effetto della protesta degli autotrasportatori si misura ormai anche alla cassa. Le forniture si sono ridotte, diversi supermercati hanno esaurito parte delle scorte e alcuni ortaggi vengono acquistati all'estero per compensare, almeno in parte, le merci ferme lungo le strade e nei depositi.

La situazione coinvolge non soltanto il comparto alimentare. Le consegne di farmaci ed elettrodomestici procedono con ritardi, mentre il governo e le associazioni dell'autotrasporto si preparano al confronto fissato per martedì alle 15 a Milano con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini.

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Pomodori e ortaggi sempre più costosi

Il Centro agroalimentare Roma, tra i maggiori mercati europei per la vendita all'ingrosso di prodotti ortofrutticoli, segnala aumenti molto pesanti. I pomodori siciliani e i datterini rossi sono arrivati a costare circa il triplo rispetto a un anno fa; il cuore di bue verde è passato da 2,50 a 6 euro al chilogrammo. Per il radicchio rosso, invece, il prezzo all'ingrosso è salito da 1,80 a 4,40 euro, con una crescita del 144,4%.

Le difficoltà non riguardano soltanto la Sicilia. Peperoni, melanzane e uva da tavola risultano meno disponibili anche nel Lazio meridionale e nella Capitale. Per tamponare le carenze sono comparsi pomodori provenienti dall'Albania, venduti a 2 euro al chilogrammo, e peperoni dalla Spagna, a 3,80 euro. Le quantità importate, tuttavia, non bastano a colmare il vuoto lasciato dai blocchi.


Scorte ridotte e filiere in affanno

In Campania i rifornimenti alla grande distribuzione hanno subito un rallentamento. A Catanzaro si segnalano difficoltà per pesce, latte e farina, mentre in Sicilia diminuiscono le disponibilità di carne, acqua e pasta. In Puglia, al contrario, molte aziende agricole hanno ancora celle piene di frutta, ortaggi e funghi, ma non riescono a far arrivare la produzione nei punti vendita.

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Le conseguenze si estendono agli allevamenti di Molise e Abruzzo: la mancata consegna dei mangimi può creare problemi all'alimentazione degli animali. Secondo le valutazioni di Confcommercio, cinque giorni di fermo in Sicilia avrebbero già provocato perdite comprese tra 40 e 50 milioni di euro nella grande distribuzione e nel settore dei prodotti freschi. Alcune imprese, inoltre, avrebbero dovuto arrestare gli impianti per la difficoltà nel reperire materie prime.


Farmaci, negozi e aiuti sul tavolo

La paralisi del trasporto su gomma sta producendo effetti anche fuori dal settore agroalimentare. Aires ha segnalato ritardi nel rifornimento dei negozi di elettrodomestici e nelle consegne a domicilio, con vendite mancate che rischiano di incidere sui risultati dell'intero anno. Nel comparto farmaceutico, invece, l'allarme riguarda la possibile riduzione della disponibilità di alcuni medicinali.

Trasportounito domanda un incremento del 15% delle tariffe per compensare soprattutto l'aumento del gasolio e, in mancanza di risposte, prospetta l'interruzione completa dei servizi. Il governo valuta lo sblocco di circa 430 milioni di euro in crediti d'imposta, oltre ai 590 milioni già destinati al rinnovo dei veicoli. Tra le ipotesi figurano anche più risorse per il Fondo per l'autotrasporto e per il Marebonus 2026, con un possibile pacchetto aggiuntivo da 80-100 milioni di euro.

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