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Cronaca 2 min di lettura5 giorni fa

Sarandon in piazza a New York: il blitz finisce con l’arresto

Alla protesta contro la presenza di Netanyahu all’Onu, la star premio Oscar è stata fermata insieme ad altri attivisti dopo il blocco della strada vicino al Palazzo di Vetro.

Susan Sarandon è finita in manette durante una manifestazione a New York organizzata contro la presenza di Benjamin Netanyahu all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’attrice, 79 anni, era tra i partecipanti al presidio di Jewish Voice for Peace quando la polizia è intervenuta dopo il blocco della carreggiata.


Il blocco davanti all’Onu fa scattare gli arresti

La protesta si è svolta a due isolati a sud della sede dell’Onu e ha richiamato circa 200 persone. Molti indossavano magliette bianche uguali, con slogan come «Fund people not bombs», «No war» e «Free Palestine». Quando il gruppo ha occupato la strada, il traffico è andato in tilt.

Gli agenti hanno prima ordinato via altoparlante di sgomberare la carreggiata. Parte dei manifestanti si è spostata sui marciapiedi, mentre chi è rimasto seduto sull’asfalto è stato accerchiato dalla polizia. Il bilancio finale è stato di quasi 100 arresti.


Con Sarandon fermati anche altri volti noti

Tra le persone portate via ci sono anche Hannah Einbinder, attrice della serie Hacks, la candidata democratica al Congresso Darializa Avila Chevalier e il consigliere comunale Chi Ossé. Tra i presenti c’era anche Elliot Page, seduto in mezzo alla folla, ma non risulta tra i fermati.

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Per Sarandon non è il primo episodio del genere. L’attrice ha affiancato alla carriera nel cinema un’attività politica molto intensa, partecipando nel tempo a iniziative su diritti civili, persone senza dimora e salari nel settore della ristorazione.


Una storia già vista per l’attrice premio Oscar

Anche in passato Sarandon era stata fermata durante altre proteste. Nel giugno 2018 la polizia di Washington l’aveva arrestata nel corso di una mobilitazione contro le politiche migratorie della prima amministrazione Trump. Più di recente, nel maggio 2023, era stata bloccata ad Albany durante una manifestazione della campagna One Fair Wage per chiedere un aumento dei salari minimi.

L’azione di New York si è inserita nella giornata in cui Netanyahu era atteso a parlare all’Assemblea Generale dell’Onu. La presenza del premier israeliano ha infatti fatto da sfondo alla mobilitazione promossa da Jewish Voice for Peace, gruppo statunitense formato da ebrei americani solidali con la causa palestinese.

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