Salis, la condanna da 300mila euro salta: il processo riparte da zero
La Corte d’appello di Milano ha dichiarato nullo il primo giudizio sui due licenziamenti, disponendo un nuovo esame della vicenda in tribunale.
La condanna al pagamento di circa 300mila euro nei confronti di due ex collaboratori di Ilaria Salis non è più valida. La Corte d’appello di Milano, sezione lavoro, ha accolto il ricorso presentato dai legali dell’eurodeputata di Avs e ha stabilito che il procedimento dovrà essere celebrato nuovamente.
La decisione riguarda il giudizio di primo grado, svolto senza la partecipazione di Salis. Ora il tribunale dovrà tornare a esaminare la controversia sui licenziamenti e valutare nuovamente le ragioni di entrambe le parti.
Douglas
-25% su app da Douglas con Beauty Card
La prima sentenza viene azzerata
Il collegio presieduto da Silvia Marina Ravazzoni ha ritenuto fondata la contestazione sulla notifica degli atti. Secondo la difesa dell’europarlamentare, il ricorso sarebbe stato notificato in modo inesistente o comunque non corretto, impedendole di sapere dell’esistenza della causa.
A marzo, al termine di un procedimento celebrato in contumacia, ai due ex collaboratori era stato riconosciuto un risarcimento complessivo vicino ai 300mila euro. I lavoratori sostenevano di essere stati allontanati senza una giusta causa; la nuova pronuncia d’appello non entra però nel merito dei licenziamenti, ma impone di ripartire dal primo grado.
Salis rivendica il diritto alla difesa
Dopo la decisione, Salis ha espresso soddisfazione e ha sostenuto che il procedimento precedente si fosse svolto senza che lei potesse partecipare consapevolmente. In un messaggio pubblicato su X, il 13 ottobre 2026, ha sintetizzato la propria reazione con le parole: «Sentenza annullata. Riconosciute le mie ragioni».
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
L’eurodeputata ha definito surreale il fatto di essere stata giudicata in sua «totale e incolpevole assenza». La sua difesa aveva sostenuto che la mancata conoscenza della causa le avesse impedito di presentare elementi sul deterioramento del rapporto fiduciario con i due collaboratori.
La causa torna davanti al tribunale
La Corte d’appello ha quindi aperto la strada a un nuovo esame in primo grado. Un elemento centrale sarà la verifica delle modalità con cui erano stati notificati gli atti: secondo i legali di Salis, ci sarebbe stato un solo tentativo dell’ufficiale giudiziario, nonostante fossero disponibili una residenza conosciuta e un indirizzo di posta elettronica certificata.
Gli avvocati dei due ex collaboratori hanno preso atto della decisione spiegando che, in assenza delle motivazioni, non è ancora possibile conoscere nel dettaglio le ragioni della nullità. Hanno comunque precisato che la causa verrà riassunta e che i loro assistiti sono pronti a discutere nuovamente la vicenda nel merito.
Continua a leggere
Beatrice, la svolta giudiziaria: per la madre si valuta l’omicidio volontario
La Procura di Vicenza contesta la precedente qualificazione colposa e attribuisce rilievo alla mancata ricarica del ventilatore e al rifiuto del ricovero.
Aggressioni dalla minicar, svolta a Roma: nel mirino due minorenni
Un sedicenne e un diciassettenne di Monteverde sono stati individuati dopo il sequestro del mezzo: avrebbero riconosciuto le proprie responsabilità, anche per il caso dell’attore Davide Iacopini.
Italia sotto pressione: quasi 45mila infrastrutture nel mirino hacker
Il rischio informatico in Italia ha raggiunto dimensioni rilevanti nel 2026: dall’inizio dell’anno a settembre sono state individuate quasi 45mila infrastrutture esposte a possibili attacchi.
Minicar nel mirino: cosa mostrano le telecamere sulle aggressioni
Le immagini della videosorveglianza hanno ripreso l’auto collegata alla vicenda delle aggressioni in minicar, senza ulteriori dettagli disponibili sul caso.