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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Italia sotto pressione: quasi 45mila infrastrutture nel mirino hacker

Il rischio informatico in Italia ha raggiunto dimensioni rilevanti nel 2026: dall’inizio dell’anno a settembre sono state individuate quasi 45mila infrastrutture esposte a possibili attacchi.

Il rischio informatico in Italia ha raggiunto dimensioni rilevanti nel 2026: dall’inizio dell’anno a settembre sono state individuate quasi 45mila infrastrutture esposte a possibili attacchi. Una parte consistente di queste, oltre 3.200, risulta già compromessa o comunque sottoposta a una minaccia concreta.

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Oltre 3.200 sistemi già esposti

Il dato più delicato riguarda le infrastrutture che non si limitano a presentare una vulnerabilità. Più di 3.200 sistemi sarebbero infatti già stati violati oppure messi in condizioni di rischio tali da poter subire un attacco.

Il bilancio copre i primi nove mesi del 2026 e fotografa una presenza sempre più ampia delle minacce informatiche nel Paese. Nel conteggio rientrano infrastrutture potenzialmente colpite e strutture per le quali sono già emersi segnali di compromissione.

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Il ransomware resta una minaccia

Tra gli strumenti più utilizzati dagli aggressori continua a comparire il ransomware. Si tratta di un programma dannoso capace di bloccare i sistemi di un’azienda e renderne inutilizzabili i dati o i servizi.

Dopo il blocco, i responsabili dell’attacco chiedono generalmente un pagamento in cambio del ripristino dell’accesso. La diffusione di questa minaccia contribuisce a rendere ancora più rilevante il numero di infrastrutture considerate a rischio.

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