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Cronaca 2 min di lettura13 ott

Sai, 3.202 posti in più: ora la sfida è coinvolgere i Comuni

Unhcr sostiene l’ampliamento della rete per rifugiati e minori, mentre Anci prepara un nuovo accordo per rendere stabile la collaborazione avviata nel 2001.

L’ampliamento della rete Sai mette a disposizione 3.202 posti aggiuntivi e riapre il confronto sul ruolo dei Comuni nell’accoglienza. Unhcr ha confermato il proprio sostegno al nuovo bando, con l’obiettivo di favorire una distribuzione più equilibrata dei progetti e rafforzare i percorsi di inclusione.

Il confronto tra l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e Anci ha portato anche a un’intesa di principio: all’inizio del 2027 dovrebbe essere firmato un nuovo protocollo per rinnovare una collaborazione iniziata nel 2001.

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Più posti, con attenzione alle fragilità

Nel dettaglio, l’ampliamento prevede 2.402 posti ordinari, 500 riservati a minori stranieri non accompagnati e altri 300 destinati a persone con esigenze specifiche legate alla salute fisica e mentale. Unhcr contribuirà a promuovere l’adesione degli enti locali, soprattutto nelle regioni dove oggi l’offerta è più limitata.

La scelta punta anche a collegare l’accoglienza alle opportunità presenti nei territori. In alcune aree, infatti, la domanda di lavoro potrebbe favorire percorsi più concreti di autonomia economica e integrazione sociale per le persone rifugiate.

Francesca Bonelli, rappresentante di Unhcr per l’Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino, ha sottolineato durante l’incontro con la segretaria generale di Anci Veronica Nicotra il valore della rete comunale: «La collaborazione con Anci e con i Comuni italiani è strategica per costruire una società più coesa e inclusiva».


Un accordo per rendere stabile il sistema

Secondo Bonelli, il Sai costituisce un modello da sostenere e ampliare, così da permettere anche alle persone più vulnerabili di accedere alla protezione e di partecipare alla vita sociale ed economica delle comunità ospitanti. L’Unhcr ha quindi confermato la disponibilità a proseguire il partenariato con Anci.

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Nicotra ha ricordato che il rapporto con l’Alto Commissariato è attivo da molti anni e ha indicato nel rafforzamento del Sai il passaggio necessario per trasformare l’accoglienza in un sistema stabile. «I Comuni hanno un ruolo importante nei percorsi di integrazione, ma devono poter contare su un sistema di supporto adeguato», ha spiegato.

Nel corso della riunione è stato inoltre riconosciuto il peso del Tavolo Nazionale sulle Vulnerabilità, considerato la sede centrale per coordinare gli interventi destinati alle persone con bisogni specifici. Anci e Sai partecipano ai lavori fornendo un contributo rilevante.


Distribuzione e formazione restano priorità

Unhcr e Anci continueranno a cercare una soluzione per distribuire in modo più omogeneo sul territorio le persone rifugiate arrivate in Italia attraverso le evacuazioni e il programma di reinsediamento. Il tema riguarda in particolare la capacità dei diversi territori di sostenere accoglienza e inclusione.

Le due organizzazioni hanno infine confermato l’intenzione di proseguire le attività formative comuni. Per Anci, il sostegno ai Comuni e la presa in carico dei minori stranieri non accompagnati restano condizioni essenziali affinché l’accoglienza sia efficace, sostenibile per le comunità e orientata all’autonomia.

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