Roma, petardi al ministero: il corteo rilancia la mobilitazione
Oltre 5mila studenti hanno attraversato la capitale; dopo i lanci davanti al ministero, il movimento si ritroverà il 23 ottobre
La manifestazione studentesca organizzata a Roma si è chiusa a Testaccio, alla Città dell'Altra Economia, senza ulteriori tensioni. Il corteo, al quale secondo le forze dell'ordine hanno preso parte più di 5mila studenti, ha però vissuto momenti di agitazione durante il tragitto e davanti al ministero dell'Istruzione.
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Cassonetti spostati lungo il corteo
La fase più movimentata si è verificata in via Marmorata. Alcune persone con il volto coperto hanno fatto esplodere bombe carta e acceso petardi, mentre alcuni cassonetti sono stati trascinati sulla carreggiata con l'obiettivo di interrompere il traffico.
Dopo il passaggio lungo la strada, i manifestanti hanno proseguito verso viale Trastevere, dove si trova la sede del ministero. Il corteo è arrivato davanti all'edificio portando la protesta nel cuore istituzionale della mobilitazione studentesca.
Protesta davanti al ministero
All'esterno del ministero, un gruppo di studenti ha lanciato petardi in direzione dell'edificio e ha scandito slogan contro il ministro Giuseppe Valditara. Tra le frasi urlate dai manifestanti: «Noi da qui non ce ne andiamo» e «Valditara esci dal palazzo».
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All'ingresso della struttura erano presenti poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa. Nel frattempo, una parte degli studenti ha intonato «Vogliamo più aule non più bombe», prendendo le distanze dall'uso degli esplosivi e dei petardi avvenuto lungo il percorso.
Venerdì una nuova assemblea
Terminata l'iniziativa davanti al ministero, il corteo ha raggiunto la Città dell'Altra Economia a Testaccio, dove la manifestazione si è conclusa senza tensioni. Le realtà studentesche hanno quindi indicato un nuovo appuntamento per venerdì 23 ottobre.
La giornata sarà dedicata a un'assemblea pubblica convocata con l'obiettivo di organizzare il movimento studentesco e definire la prosecuzione della mobilitazione. L'appuntamento rappresenta dunque il passaggio successivo dopo il corteo romano, che ha unito la contestazione alle istituzioni e la richiesta di maggiori spazi per gli studenti.
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