Roma, Minissale alla Mobile: 18 bombe senza un’unica regia
Il nuovo dirigente segnala legami diversi tra gli attentati e indica la criminalità organizzata come priorità investigativa
Gianfranco Minissale è da oggi il nuovo dirigente della Squadra Mobile di Roma. Nel suo primo incontro con la stampa ha parlato delle 18 esplosioni registrate nella Capitale in quattro mesi, escludendo per ora l’ipotesi di un’unica regia.
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Le indagini sulle esplosioni
Secondo Minissale, gli attentati potrebbero avere origini differenti: alcuni sarebbero legati a contrasti tra famiglie, con motivazioni talvolta connesse allo spaccio e talvolta estranee al traffico di droga. «Non tutte le 18 bombe che abbiamo registrato negli ultimi mesi sono riconducibili a un unico disegno criminale», ha spiegato il nuovo capo della Mobile.
Il dirigente ha osservato che l’uso degli ordigni sembra estendersi a controversie di natura diversa. «La bomba sta diventando la modalità per risolvere qualsiasi tipo di situazione», ha detto, evidenziando le difficoltà nel risalire ai responsabili. Tra gli obiettivi ci sono stati anche alcuni autonoleggi, i cui veicoli possono essere utilizzati dalla criminalità per il trasporto di droga. Minissale ha inoltre riferito che le persone colpite dagli attacchi non hanno collaborato con gli investigatori.
A Roma Est, area considerata da tempo contesa per la redditività delle piazze di spaccio, i residenti hanno organizzato più fiaccolate contro la criminalità organizzata. Il nuovo dirigente ha richiamato anche l’esplosione del 23 ottobre a Ostia: l’ordigno ha danneggiato una palazzina al punto da renderla inagibile, attirando l’attenzione degli investigatori sul territorio.
Criminalità organizzata e riciclaggio
L’attività della Squadra Mobile si concentrerà anche sui capitali prodotti dal traffico di stupefacenti e sul loro reinvestimento. Minissale ha indicato ristoranti e strutture ricettive come luoghi utilizzati da decenni per ripulire denaro di provenienza illecita, ricordando pratiche già osservate negli anni Ottanta e Novanta.
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Il dirigente ha definito Roma un caso particolare sia sotto il profilo investigativo sia per le dinamiche sociali legate ai reati. Nelle indagini degli ultimi anni, ha riferito, compaiono esponenti riconducibili a Cosa Nostra, ’Ndrangheta e Camorra. Per questo, secondo Minissale, sarà necessario ricostruire la presenza e i movimenti dei diversi gruppi sul territorio.
Il percorso del nuovo dirigente
Minissale ha 62 anni ed è originario della provincia di Messina. Entrato nell’amministrazione della Pubblica Sicurezza nel 1990, ha iniziato il percorso investigativo a Palermo, dove ha diretto la Sezione Investigativa del Commissariato Zisa e il Commissariato di Corleone.
Nella Squadra Mobile di Palermo ha guidato prima la Sezione Catturandi e poi quella dedicata alla Criminalità Organizzata, partecipando a indagini antimafia e alla cattura di latitanti di vertice. Dal 2021 ha diretto le Squadre Mobili di Messina, Genova e Reggio Calabria.
«La criminalità organizzata e tutti i reati che dalla criminalità organizzata derivano rappresentano la priorità della squadra mobile», ha affermato Minissale, richiamando l’esperienza maturata nelle indagini contro Cosa Nostra e ’Ndrangheta.
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