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Cronaca 1 min di letturaieri

Rogo a 3.000 metri: la prova dei pompieri sul Sella

Circa 20 volontari e l’elicottero del Corpo permanente di Trento hanno verificato le procedure per intervenire nei rifugi difficili da raggiungere

Un modulo operativo dedicato agli interventi in alta montagna è stato messo alla prova durante un’esercitazione vicino al Rifugio Boè. L’attività serviva a rendere più rapide ed efficaci le risposte in strutture isolate, dove anche le comunicazioni possono diventare problematiche.


Test tecnico tra roccia e isolamento

La simulazione ha permesso di verificare sul campo il funzionamento del dispositivo pensato per affrontare gli incendi in quota. L’addestramento ha riguardato soprattutto le modalità di intervento in luoghi privi di collegamenti agevoli con la valle.

L’area del Rifugio Boè, nel gruppo del Sella, presenta infatti condizioni operative complesse: l’altitudine sfiora i 3.000 metri, il terreno è impervio e la copertura radio risulta limitata. In uno scenario simile, coordinamento e rapidità diventano essenziali per gestire un’emergenza.


L’elicottero essenziale per arrivare

Per raggiungere il punto delle operazioni è stato impiegato l’elicottero del Corpo permanente di Trento. Il suo equipaggio ha lavorato insieme ai Vigili del fuoco volontari di Canazei, garantendo il supporto necessario in una zona accessibile soltanto dal cielo.

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Alla prova hanno preso parte circa 20 pompieri volontari. La presenza del mezzo aereo ha consentito di riprodurre le difficoltà che accompagnerebbero un intervento reale in un rifugio lontano dalla rete stradale e collocato a notevole altezza.


Una simulazione per i rifugi isolati

Lo scenario addestrativo prevedeva un incendio nelle vicinanze della struttura. L’esercitazione ha così riunito le diverse competenze necessarie per affrontare un rogo in ambiente montano, dal trasporto del personale al coordinamento delle operazioni sul posto.

L’attività ha offerto ai volontari di Canazei l’occasione per consolidare le procedure da adottare in caso di emergenza. Il lavoro svolto al Rifugio Boè ha riguardato sia la componente antincendio sia la gestione di un intervento condizionato dall’assenza di collegamenti terrestri diretti.

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