Roche Italia, ogni euro genera 2,8 euro di Pil
Lo studio PwC registra effetti anche su occupazione, ricerca clinica e risparmi per il Servizio sanitario nazionale
Nel 2025 Roche Italia si è confermata la seconda azienda in Italia per contributo al payback farmaceutico. Lo ha riferito la società nella nota diffusa dopo l’incontro di Roma.
Roche Italia ha prodotto nel Paese un impatto complessivo sul Pil pari a 2,8 euro per ogni euro di valore aggiunto diretto. Il dato emerge dalla seconda edizione dello studio realizzato con il supporto metodologico di PwC Italia e presentato il 5 novembre a Roma.
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Occupazione e ricerca clinica
L’effetto dell’attività dell’azienda si riflette anche sul lavoro: per ciascun dipendente diretto vengono sostenuti 3,2 posti complessivi, considerando filiera e indotto. La ricerca clinica genera inoltre un risparmio stimato di 2,82 euro per il Servizio sanitario nazionale a fronte di ogni euro investito negli studi sponsorizzati.
Nel 2025 Roche ha avuto 191 studi interventistici attivi, con 13.326 pazienti coinvolti in sei aree terapeutiche: ambito cardiovascolare e metabolico, ematologia, immunologia, neuroscienze, oftalmologia e oncologia. A questi si sono aggiunti 36 studi osservazionali e 25 programmi di uso compassionevole.
Dei 191 studi complessivi, 137 risultavano sponsorizzati dall’azienda. Secondo la stima contenuta nel rapporto, queste attività hanno prodotto un risparmio di 94,4 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale. Per Roche Diagnostics erano invece 20 gli studi attivi, con 11.480 pazienti coinvolti; la diagnostica orienta circa il 70% delle decisioni cliniche.
I riconoscimenti all’azienda
Durante l’incontro Roche ha comunicato di aver ricevuto il Bollino per le buone pratiche partecipative del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e il premio Parità di Genere 2026, promosso da Assolombarda, Assolombarda Servizi società benefit e dall’Associazione Steamiamoci.
Lo studio rileva l’assenza di divario retributivo tra uomini e donne, secondo la certificazione Uni/PdR 125. Tra i dipendenti diretti, le donne rappresentano il 54%; inoltre, nell’azienda convivono quattro generazioni e gli under 40 costituiscono il 30% dell’organico.
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Il Cnel ha valutato tre strumenti di partecipazione: un piano volontario di azionariato destinato a tutti i dipendenti, organismi paritetici dedicati a parità e diversità e un sistema di ascolto continuativo del personale. In un messaggio letto all’apertura dei lavori, il presidente Renato Brunetta ha ricordato che il 78% dei dipendenti è laureato e che, per ogni ora di formazione obbligatoria, ne vengono svolte 2,4 non obbligatorie.
Le richieste sul sistema sanitario
Nel corso del confronto, Amy VanBuskirk, direttrice generale di Roche Spa, ha chiesto tempi più rapidi per le riforme e procedure uniformi per gli studi clinici. «Il rischio reale per l’Italia è quello di una delocalizzazione silenziosa», ha affermato, collegando il tema alla concorrenza internazionale per gli investimenti.
Secondo i dati citati dall’azienda, i ritardi nell’apertura dei centri clinici avrebbero impedito il coinvolgimento di oltre 10.500 pazienti e comportato la perdita di 180 milioni di euro di benefici sanitari in tre anni. Nel 2025 Roche Italia ha versato 178 milioni di euro per il payback farmaceutico, pari al 7,5% dell’importo nazionale complessivo.
L’analisi condotta dall’Università Cattolica con Farmindustria indica che un’attivazione più veloce degli studi e una gestione più efficiente delle procedure avrebbero permesso di arruolare il 35% di pazienti in più nei 34 studi interventistici Roche attivi in Lombardia nel 2025. Il risparmio aggiuntivo per il Servizio sanitario nazionale sarebbe stato di 1,4 milioni di euro.
Burçak Çelik, direttrice generale di Roche Diagnostics, ha invece contestato il meccanismo applicato ai dispositivi medici, sostenendo che il ripiano dello sforamento regionale possa arrivare al 50% per le imprese private. Ha quindi chiesto regole più prevedibili per favorire l’accesso alle tecnologie diagnostiche e l’aggiornamento del Servizio sanitario nazionale.
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