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Cronaca 2 min di lettura11 ore fa

Rimini, lo scherzo oltre il limite: denunciato un 46enne

Una macabra messinscena aveva fatto scattare l’allarme e l’intervento della scientifica: a indicare il responsabile è stata poi la sua stessa confessione.

La Polizia di Stato mette in guardia dalle burle capaci di trasformarsi in emergenze: anche un gesto presentato come goliardico può mobilitare forze dell’ordine e investigatori, oltre a produrre conseguenze giudiziarie. Nel caso avvenuto a Rimini, proprio una messinscena di questo tipo ha fatto temere una minaccia reale.


Una bravata finita in questura

L’autore ha deciso di presentarsi spontaneamente agli uffici della polizia alcuni giorni prima che gli investigatori arrivassero a identificarlo. Agli agenti ha spiegato di aver collocato lui la testa di coniglio sulla cancellata dell’abitazione, sostenendo di non aver immaginato quanto potesse essere grave la reazione del destinatario.

L’uomo, italiano di 46 anni e conoscente del proprietario di casa, ha ammesso l’accaduto, espresso pentimento e rivolto le proprie scuse all’amico. La confessione, tuttavia, non ha cancellato le responsabilità: nei suoi confronti è scattata una denuncia a piede libero per procurato allarme, in base all’articolo 658 del codice penale.


L’allarme era sembrato una minaccia

Il residente si era trovato davanti alla macabra sorpresa al risveglio, quando aveva notato il resto dell’animale fissato al cancello della propria abitazione. Temendo di essere finito nel mirino di qualcuno, aveva contattato le forze dell’ordine e chiesto un intervento immediato.

Sul posto erano arrivate le volanti della polizia, affiancate dagli specialisti della scientifica. L’episodio aveva così assunto inizialmente i contorni di un possibile atto intimidatorio, tanto da rendere necessaria l’apertura di accertamenti.

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Telecamere e testimonianze decisive

La squadra mobile di Rimini ha esaminato l’area circostante, raccolto le testimonianze e acquisito le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza. L’attività investigativa ha progressivamente ristretto il numero delle persone da verificare, fino a indirizzare i sospetti verso l’amico della vittima.

La vicenda si è quindi rivelata diversa da quella temuta nelle prime ore: non c’era un piano di intimidazione, ma un gesto definito dallo stesso responsabile come uno scherzo di cattivo gusto. La polizia ha ricordato che simili comportamenti possono creare un allarme ingiustificato, richiedere articolati servizi di sicurezza e integrare specifici reati.


L’invito a evitare gesti irresponsabili

Nel richiamare il caso, la Polizia di Stato ha invitato i cittadini a comportarsi con prudenza e a non organizzare iniziative in grado di spaventare la collettività o provocare interventi non necessari. L’appello riguarda anche quelle azioni che chi le compie considera soltanto una burla.

Secondo l’amministrazione, infatti, le conseguenze possono estendersi oltre lo spavento iniziale e arrivare sul piano penale. La denuncia rimediata dal 46enne rappresenta l’esito concreto di una trovata che aveva fatto scattare un’indagine e mobilitato più reparti.

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