Rigidità e contratture col freddo: come ridurre i fastidi
Rigidità, contratture e gambe pesanti possono attenuarsi con movimento graduale, protezione dal freddo e applicazioni di calore
Con l’arrivo delle basse temperature possono aumentare rigidità, contratture e pesantezza alle gambe. I fisioterapisti indicano cinque accorgimenti per continuare a muoversi e ridurre i fastidi stagionali.
Douglas
-30% su ordini da 129€ da Douglas
Muoversi senza forzare
Samuel Dallarovere, fisioterapista e fondatore di Pagge-Dallarovere, invita a non cambiare radicalmente le proprie abitudini, ma a osservare le reazioni del corpo e conservare una quota quotidiana di attività. «L’obiettivo non è stravolgere le proprie abitudini, ma prestare attenzione ai segnali del corpo e continuare a dedicare spazio al movimento», ha spiegato.
Anche pochi gesti distribuiti nella giornata possono aiutare a mantenere la mobilità. Una camminata breve o esercizi semplici sono preferibili a una lunga interruzione dell’attività fisica durante i mesi più freddi.
Quando serve un controllo
Il dolore non va attribuito automaticamente al clima. Se il disturbo continua oltre 1-2 settimane, interrompe il sonno oppure compare insieme a formicolii o perdita di forza, è opportuno consultare un professionista sanitario per accertarne l’origine.
Secondo gli esperti del centro di fisioterapia Page-Dellarovere, il freddo tende soprattutto ad accentuare tensioni già presenti e a rendere più faticoso il lavoro dell’organismo. Un recente studio dell’università di Manchester citato dai fisioterapisti indica che il 75% delle persone con dolore cronico percepisce un peggioramento quando cambia il clima.
Proteggere le zone più esposte
Per conservare il calore, il corpo può ridurre la circolazione alle estremità e assumere inconsapevolmente posizioni rigide: spalle sollevate, collo raccolto e schiena incurvata. Per questo non basta coprire mani e piedi.
Una sciarpa ben avvolta e una maglia infilata nei pantaloni aiutano a difendere sia la cervicale sia la parte bassa della schiena dagli sbalzi termici. Sono proprio queste le aree in cui la tensione tende a concentrarsi quando ci si ripara dal freddo.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Risvegliare il corpo al mattino
Dopo molte ore nella stessa posizione, è normale avvertire una mobilità ridotta appena svegli. Prima di iniziare le attività, si possono dedicare circa 10 minuti a movimenti lenti e controllati.
Ruotare le spalle, flettere con cautela il busto e camminare per qualche minuto in casa consente di riattivare gradualmente il corpo. L’obiettivo è recuperare elasticità senza passare subito a gesti intensi.
Prepararsi allo sforzo
Chi corre, pratica sport all’aperto o deve affrontare una giornata fisicamente impegnativa dovrebbe precedere l’attività con un riscaldamento. Bastano 5 o 10 minuti, aumentando progressivamente ampiezza e intensità dei movimenti.
Questa fase evita il passaggio improvviso dall’inattività a uno sforzo elevato e prepara i muscoli al lavoro. Il principio vale anche quando l’esercizio previsto non è particolarmente lungo.
Calore e attività regolare
Una doccia calda o una borsa dell’acqua calda possono rilassare le aree contratte. L’applicazione può durare 15-20 minuti, mantenendo una temperatura gradevole e mai eccessiva per non irritare o ustionare la pelle.
Buio precoce e pioggia possono favorire la sedentarietà, ma rinunciare del tutto alle passeggiate non aiuta la mobilità articolare né l’umore. Non servono allenamenti impegnativi: anche un’attività moderata e costante permette di limitare la riduzione dei movimenti durante l’inverno.
Continua a leggere
Vortice polare in calo, possibile freddo sull’Europa
I meteorologi osservano anomalie al Polo Nord; Pierluigi Randi spiega quali conseguenze potrebbero riguardare anche l’Italia
Studenti medi in piazza per il lavoro dei docenti
La rappresentante della Rete degli studenti medi collega la riduzione del personale alla qualità dell’insegnamento
Bosnia, morta Laura Procacci, sergente maggiore della Croce Rossa
La sorella Mariagiovanna ha ricordato l’ultimo viaggio insieme e il timore di non rivedere Giulia
Salvini accanto a Valditara: tecnici al lavoro sulla scuola
Salvini e Valditara affidano ai loro tecnici la ricerca di risorse per evitare la riduzione degli organici scolastici