Ricina, ora gli inquirenti cercano indizi nei device di Gianni Di Vita
Da lunedì partiranno gli accertamenti irripetibili su computer e memorie sequestrati, con controlli estesi anche ai dispositivi delle due donne morte a Natale.
L’inchiesta sulla ricina entra in una fase diversa: dopo i riscontri di laboratorio, l’attenzione degli investigatori si concentra ora sui dispositivi elettronici sequestrati. Da lunedì prossimo, negli uffici della questura di Campobasso, specialisti dello Sco passeranno al setaccio il computer e le dieci pen drive trovate a luglio a Gianni Di Vita, insieme ai supporti informatici delle due vittime, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.
L’obiettivo è ricostruire ogni traccia utile a capire se in famiglia qualcuno abbia cercato notizie sulla tossina rinvenuta nel sangue della 50enne e della figlia 15enne, morte durante le vacanze di Natale. Gli accertamenti, definiti irripetibili, dovranno coprire anche un arco temporale molto ampio, dalla prima accensione dei device fino all’ultimo utilizzo.
Cronologia web e relazioni da ricostruire
La procura di Larino ha chiesto di estrarre tutti i dati capaci di indicare rapporti, legami e navigazioni internet collegabili a possibili ricerche sulla ricina. Nel perimetro dell’analisi rientrano anche i contatti con familiari, parenti e amici, considerati utili per disegnare le abitudini quotidiane e la rete di relazioni della famiglia Di Vita.
Secondo quanto riferito, gli investigatori cercheranno anche elementi che aiutino a capire se le vittime avessero cercato informazioni per procurarsi la sostanza. Tra i materiali da verificare figurano pure gli indirizzi email e gli account social associati ai dispositivi, oltre alla ricostruzione delle posizioni e delle attività digitali registrate.
Cibo, appunti e segnali di malessere
Nel mirino ci sono pure eventuali annotazioni su alimenti consumati nei giorni precedenti, così come documenti, note, pagine di diario o lettere che possano richiamare malattie non note in precedenza. Gli accertamenti comprendono anche chat, fotografie, registrazioni vocali e qualunque navigazione utile a far emergere dettagli finora non emersi.
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Particolare rilievo verrà dato agli appunti relativi allo stato di salute e alle sofferenze fisiche segnalate tra il 24 e il 28 dicembre, periodo ritenuto cruciale per l’inchiesta. È su quella finestra temporale che gli inquirenti intendono concentrare buona parte dell’analisi dei contenuti digitali.
Nuovi ascolti in questura
Sul fronte delle testimonianze, martedì pomeriggio in questura si è svolto un vertice per fare il punto sull’indagine e decidere chi sentire ancora, oltre alle circa 200 persone già ascoltate. Nelle ultime ore è stata convocata anche una conoscente dell’insegnante amica di Gianni Di Vita.
La professoressa era già stata sentita due volte come persona informata dei fatti; nel secondo colloquio c’è stato anche un confronto diretto con l’amico. Gli investigatori hanno ascoltato pure il marito della docente, tecnico di laboratorio presso l’Istituto Agrario di Riccia.
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