409notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 1 min di lettura47 min fa

Ricina, nessuna traccia nei reperti: sparite le cozze

Gli esperti tedeschi non hanno rilevato il veleno nei 131 reperti; ascoltato anche l’addetto ai rifiuti

La Squadra Mobile di Campobasso è tornata a esaminare il diario dei pasti della famiglia Di Vita nell’indagine sull’avvelenamento da ricina che ha causato due morti. Gli investigatori hanno inoltre ascoltato l’addetto incaricato della raccolta dei rifiuti.

Offerta del giorno27 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura + spedizione gratis

Scade tra 65 giorni
*********


Il diario della famiglia

A ricostruire con precisione ciò che è stato mangiato sarebbe stata Alice, la figlia maggiore sopravvissuta insieme al padre Gianni. La ricostruzione riguarda anche la cena del 23, durante la quale le cozze avrebbero rappresentato la portata principale.

Nell’avvelenamento hanno perso la vita Antonella Di Ielsi, moglie di Gianni Di Vita, e la figlia minore Sara. Alice e il padre sono invece sopravvissuti.


I reperti senza ricina

Gli esperti tedeschi che hanno analizzato i 131 reperti sequestrati nell’abitazione della famiglia non hanno individuato tracce del veleno. L’esito degli esami lascia ancora al centro dell’inchiesta la ricostruzione dei pasti e degli alimenti consumati.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Tra gli elementi esaminati dagli investigatori ci sono anche i mitili serviti al ristorante. Le cozze furono portate via dal locale, ma al momento non risultano reperibili i resti destinati allo smaltimento.


La verifica sui rifiuti

Per chiarire dove siano finiti quegli avanzi, la polizia ha raccolto la testimonianza dell’addetto ai rifiuti. Il suo ascolto si inserisce nella verifica sulla catena di smaltimento successiva alla cena.

La scomparsa dei resti delle cozze impedisce, allo stato degli elementi disponibili, di sottoporli agli stessi accertamenti effettuati sugli altri reperti sequestrati.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere