De Rensis accusa Longo in tv: nessuna prova sulle pressioni
In tv l’avvocato ha contestato le parole di Grazia Longo, pronunciate a Quarto Grado venerdì scorso
Antonio De Rensis ha accusato Grazia Longo di aver riferito in televisione presunte pressioni su un magistrato legate alla revisione del processo ad Alberto Stasi. L’avvocato è intervenuto su Rai 3, durante la puntata di Lo Stato delle Cose trasmessa nella serata di lunedì 26 ottobre.
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L’accusa rivolta a Longo
Nel programma condotto da Massimo Giletti, De Rensis ha chiesto spazio per replicare alle dichiarazioni pronunciate dall’opinionista venerdì scorso a Quarto Grado. Secondo il legale, Longo avrebbe parlato di informazioni relative a pressioni esercitate sulla massima autorità della Procura del distretto della Corte d’Appello di Milano, in relazione all’ipotesi di revisione della condanna di Stasi.
L’avvocato ha precisato che il conduttore di Quarto Grado, Gianluigi Nuzzi, non avrebbe sostenuto quelle affermazioni e avrebbe gestito correttamente il confronto. Il riferimento alle presunte pressioni, però, è stato giudicato da De Rensis privo di elementi di prova e particolarmente grave. “Venerdì è avvenuto un fatto di una gravità inaudita”, ha detto durante la trasmissione di Rai 3.
La richiesta di provvedimenti
Rispondendo alle domande di Giletti, il difensore di Stasi ha indicato direttamente Longo come autrice delle parole contestate. Ha poi sostenuto che attribuire pressioni a un magistrato di quel livello rischierebbe di compromettere la fiducia dei cittadini nell’equilibrio del sistema giudiziario.
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De Rensis ha definito l’episodio destabilizzante per l’ordinamento democratico e ha chiesto che vengano valutate conseguenze severe. “Mi aspetto provvedimenti durissimi”, ha affermato, dopo aver paragonato l’episodio alla possibilità di diffondere informazioni non dimostrate su un dirigente della Rai.
Il processo a Alberto Stasi
Stasi è l’unica persona condannata in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nell’agosto del 2007. Il caso è stato richiamato nel corso del blocco dedicato all’inchiesta e alle ipotesi legate alla revisione del procedimento.
Nel confronto televisivo, De Rensis ha ribadito che i cittadini non dovrebbero ritenere possibile che un magistrato con responsabilità così elevate sia sottoposto a condizionamenti esterni. A suo giudizio, l’affermazione trasmessa venerdì avrebbe avuto un effetto destabilizzante e non poteva essere lasciata senza replica.
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