Ricina, il liceo di Sara sotto esame: 63 computer al setaccio
Gli investigatori cercano tracce digitali e possibili legami con le piante da cui si può ricavare la sostanza tossica
Dalle 9 circa del 15 ottobre gli investigatori hanno concentrato l’attenzione sul liceo Classico di Campobasso, frequentato fino a pochi mesi fa da Sara Di Vita e dalla sorella Alice. Nelle aule e nella sala insegnanti sono stati analizzati i 63 computer dell’istituto, alla presenza del tecnico della società incaricata della gestione informatica.
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Le verifiche partono dalla scuola di Sara
L’operazione rientra nel piano della Procura di Larino per individuare eventuali ricerche sulla ricina effettuate attraverso i dispositivi scolastici. Quello del liceo Classico rappresenta il terzo controllo sui quattro istituti inseriti nell’attività investigativa, mentre il prossimo passaggio dovrebbe riguardare il liceo delle Scienze umane di Casacalenda.
In quella scuola insegna come docente di sostegno una cugina di Gianni Di Vita. Nei giorni precedenti gli agenti avevano già esaminato i computer dell’istituto agrario di Riccia, dove lavora come tecnico di laboratorio il marito di un’insegnante di matematica amica di Gianni Di Vita.
Nel mirino le ricerche sulla ricina
L’inchiesta punta a risalire al dispositivo usato lo scorso agosto per cercare informazioni sulla ricina in rete. Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori c’è l’attività di un utente che, qualificandosi come scrittore, avrebbe posto domande sulla sostanza attraverso Reddit.
Gli specialisti della Polizia di Stato stanno passando in rassegna circa 200 computer distribuiti in quattro istituti. Per farlo utilizzano un programma capace di individuare parole associate a composti chimici potenzialmente coinvolti nella produzione del veleno.
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Il ricino cresce vicino a Riccia
Sul fronte delle possibili origini della sostanza, la Squadra Mobile di Campobasso ha trovato varie piante di ricino nelle campagne comprese tra Riccia e il lago di Occhito, nell’area di confine tra Molise e Puglia. Gli esemplari presentano le capsule che, tra agosto e ottobre, contengono i semi dai quali è possibile ottenere la ricina.
La scoperta porta gli investigatori a valutare anche l’ipotesi di una preparazione artigianale del veleno. Gli accertamenti sono condotti nell’indagine coordinata dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, che riguarda la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita.
Nessun computer è stato sequestrato
Nel liceo scientifico di Riccia gli agenti hanno controllato 21 apparecchi, compresi quelli collocati nella sala destinata agli insegnanti. La docente di matematica collegata ai rapporti familiari citati dagli inquirenti lavora proprio in quell’istituto e in passato aveva curato la formazione informatica interna.
Cinque anni fa, inoltre, la stessa insegnante aveva svolto funzioni di supervisione per il relativo servizio. Al termine del controllo, tuttavia, non è stato portato via alcun computer.
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