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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Ricina, il computer della ricerca porta vicino a Pietracatella: cosa resta da chiarire

Una traccia digitale collegata a un’indagine sulla ricina si aggiunge alle nuove audizioni nel caso della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.

L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita resta aperta su più fronti. La pista informatica potrebbe aiutare a ricostruire i giorni precedenti all’avvelenamento, ma non chiarisce ancora chi abbia cercato le informazioni sulla ricina, né quale ruolo abbia avuto quella consultazione nella vicenda.


Le nuove audizioni ampliano gli accertamenti

Nel pomeriggio di venerdì 2 ottobre, la Squadra mobile di Campobasso ha ascoltato altre due donne. Le convocate sono legate da rapporti di parentela a due persone già sentite dagli investigatori nei mesi passati.

Le loro dichiarazioni vengono raccolte come elementi utili alla ricostruzione dei fatti. Gli inquirenti stanno cercando di mettere in ordine testimonianze e circostanze antecedenti alla morte delle due vittime, avvenuta nel dicembre 2025.


Una traccia digitale ancora da decifrare

Negli Stati Uniti sarebbe stato individuato un indirizzo IP associato a un dispositivo dal quale, pochi giorni prima del decesso di Antonella e Sara, sarebbero state cercate notizie sulla produzione della ricina in polvere. Il collegamento tecnico avrebbe condotto a un’area compatibile con Pietracatella, il comune in provincia di Campobasso dove abitavano madre e figlia.

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Questo dato, riferito da Adnkronos, non identifica automaticamente l’autore della ricerca. Bisogna ancora stabilire chi utilizzasse quel computer, se la consultazione avesse un legame concreto con l’avvelenamento e in che modo la sostanza sia stata preparata e portata nell’abitazione dei Di Vita.


Il nodo resta il percorso della ricina

Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, quindicenne, sono morte dopo essere state esposte alla ricina. La prossimità tra la ricerca online e i decessi rappresenta uno degli aspetti che gli investigatori intendono verificare, senza però consentire al momento di attribuire responsabilità.

Rimane inoltre da comprendere se la preparazione del veleno, il suo trasferimento e l’ingresso nella casa siano riconducibili a una sola persona oppure a più soggetti. Le audizioni e gli esami sulla traccia informatica procedono quindi in parallelo, mentre l’identità di chi avrebbe effettuato la ricerca resta ancora da accertare.

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