Ricina a Pietracatella, cosa cercano nei dispositivi di Di Vita
Computer e dieci chiavette saranno esaminati per ricostruire contatti, ricerche online e possibili elementi utili sulle morti di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi
Potrebbero emergere dai dispositivi sequestrati dettagli decisivi per ricostruire le ultime settimane di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, morte a dicembre a Pietracatella dopo un avvelenamento da ricina. In questura a Campobasso è cominciato l’esame del materiale informatico riconducibile a Gianni Di Vita, padre di una delle vittime e marito dell’altra.
Un’indagine digitale senza confini stretti
Le attività sono partite nella tarda mattinata di lunedì. Gli specialisti dello Sco, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, lavoreranno sul computer e sulle dieci pen drive sequestrati a Gianni Di Vita il 31 luglio scorso, su incarico della procuratrice di Larino Elvira Antonelli.
La verifica riguarderà un periodo particolarmente esteso: gli investigatori passeranno in rassegna i dati prodotti dalla prima accensione dei dispositivi fino al loro utilizzo più recente. Per completare l’accertamento sono stati concessi 60 giorni, con la possibilità di una proroga.
Ricerche sulla ricina e vita privata
Tra gli obiettivi indicati dalla Procura ci sono eventuali tracce di navigazione o comunicazioni legate alla ricerca della ricina e ai tentativi di procurarsela. Saranno inoltre valutati i rapporti con familiari, parenti e amici, così da delineare abitudini e relazioni delle due donne.
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L’analisi potrà concentrarsi anche su appunti riguardanti gli alimenti consumati prima dei malori, oltre che su documenti, lettere, pagine personali o note relative a patologie eventualmente non conosciute. Nel materiale potrebbero rientrare anche conversazioni, immagini, audio, cronologie web e altri contenuti salvati.
Chat, account e posizioni sotto esame
Gli specialisti dovranno verificare anche gli indirizzi di posta elettronica, i profili social e le informazioni sulla posizione dei dispositivi. L’insieme di questi elementi potrebbe contribuire a ricostruire contatti, spostamenti e attività svolte online nel periodo considerato.
Alle operazioni avrebbero potuto assistere i rappresentanti delle parti. A presentarsi è stato soltanto Gianni Alfonso, consulente informatico dell’avvocato Vittorino Facciolla, che assiste Gianni Di Vita.
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