6.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura7 ore fa

Ricerca clinica, l’allarme di Altini: “Così perdiamo cure

Il direttore generale dell’Ausl di Modena chiede più investimenti e nuove condizioni per coinvolgere le aziende sanitarie negli studi clinici

Una ricerca clinica meno strutturata può tradursi in una possibilità terapeutica in meno per i cittadini. È il rischio evidenziato da Mattia Altini, direttore generale dell’Ausl di Modena, durante un incontro a Roma dedicato alla collaborazione tra settore pubblico e privato e al futuro degli studi clinici.

Altini ha sottolineato che il tema non riguarda soltanto la produzione di conoscenze, ma anche la possibilità di portare più rapidamente nuove soluzioni ai pazienti. «Quando il sistema Paese non riesce a costruire una filiera dedicata alla ricerca, il rischio è che arrivi una possibilità terapeutica innovativa in meno», ha affermato.


La capacità italiana non va ridotta

Secondo il direttore generale, l’Italia dispone di una rete di ricerca qualificata e di numerosi centri di riferimento. Proprio per questo, però, sarebbe necessario rafforzare il sistema invece di ridurne la capacità, aumentando in particolare il numero di partecipanti che la rete italiana riesce a coinvolgere negli studi.

L’obiettivo, ha spiegato Altini, è creare condizioni adeguate anche all’interno delle aziende sanitarie. In questo modo queste strutture potrebbero affiancare i centri già attivi e contribuire alla crescita complessiva della ricerca clinica nazionale.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Più strutture dentro la filiera

Per Altini, investimenti e requisiti organizzativi rappresentano la base per rendere più efficace la ricerca sul territorio. Il rafforzamento delle aziende sanitarie consentirebbe di ampliare l’ecosistema coinvolto negli studi e di sostenere il passaggio dalla produzione di conoscenza alla sua applicazione concreta.

Questo percorso, ha aggiunto, può generare ricadute dirette per i cittadini: attraverso la ricerca traslazionale, i risultati ottenuti dagli studi possono trasformarsi in ulteriori opportunità terapeutiche. «Non possiamo permetterci di perdere queste opportunità», ha concluso, richiamando la necessità di continuare a lavorare sulle condizioni che rendono possibile una ricerca efficace.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere