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Cronaca 1 min di lettura24 set

Revolut nel mirino: spuntano online 85mila fascicoli italiani con passaporti

Nel darkweb è comparsa una raccolta da 150 gigabyte attribuita al gruppo IamNotAVillain: tra i documenti anticipati anche passaporti diplomatici e autorizzazioni per armi, mentre non risulta ancora una richiesta di riscatto.

La fuga di dati legata a Revolut assume contorni più ampi di quanto sembrasse all’inizio: tra i file finiti online compaiono infatti passaporti diplomatici, tessere sanitarie, carte di funzionari pubblici e perfino permessi per l’ingresso di armi. La pubblicazione è stata collegata al gruppo hacker IamNotAVillain, che ha aperto un sito nel darkweb con una cartella chiamata “Italy files”.

La raccolta, secondo quanto mostrato nelle anteprime circolate sui social, pesa 150 gigabyte. Al momento, stando alle informazioni disponibili, non sarebbe ancora stata avanzata alcuna richiesta di riscatto.


Cosa è finito nella cartella “Italy files”

Dentro il materiale reso visibile online ci sono documenti molto sensibili, alcuni dei quali riguardano profili istituzionali. Oltre ai passaporti diplomatici, nelle anteprime risultano documenti di pubblici ufficiali, tessere sanitarie e autorizzazioni all’ingresso di armi.

Le immagini del contenuto stanno rimbalzando da ore sui social, alimentando l’attenzione sul caso. Il quadro che emerge dalle preview è quello di un archivio eterogeneo, con file che sembrano riferiti a più soggetti e non a una sola categoria di utenti.

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Il ruolo di IamNotAVillain

Il sito comparso nel darkweb è stato attribuito a IamNotAVillain, il gruppo che avrebbe messo in rete la cartella. La denominazione scelta per l’archivio, “Italy files”, lascia intendere un insieme di materiali riferiti all’Italia.

Nonostante le rassicurazioni provenute dal Viminale, la diffusione dei file ha continuato a circolare in rete. Per ora, però, non risulta che chi ha pubblicato il materiale abbia chiesto denaro in cambio della rimozione o del blocco dei dati.

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