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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Regioni e fonti secondarie al centro del Rapporto sulla legislazione

A Roma il confronto sulla qualità delle leggi, sul ruolo delle Regioni e sull’uso delle fonti secondarie

La certezza dei tempi per approvare le leggi è stata indicata come una priorità nella presentazione del Rapporto sulla legislazione 2026 della Camera, svoltasi al Consiglio regionale del Lazio. Il documento esamina anche l’impiego dei decreti-legge e il crescente ricorso alle fonti secondarie.

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Tempi certi per le decisioni

Francesco Clementi, docente ordinario di diritto pubblico comparato alla Sapienza Università di Roma, ha richiamato le principali difficoltà evidenziate dall’analisi: il maggiore peso dei decreti-legge, la fragilità degli interventi legislativi, l’espansione delle deleghe al governo e le questioni legate alle norme attuative.

Nel suo intervento, Clementi ha collegato la qualità della democrazia alla possibilità di disporre di procedure con durata prevedibile, senza però comprimere l’esame dei provvedimenti più complessi. «Il problema della legislazione è l’assenza di un tempo certo», ha affermato, aggiungendo poi: «La lentezza diventa una scelta se è una buona lente».


Parlamento e confronto politico

Ad aprire l’incontro è stata Anna Ascani, vicepresidente della Camera, che ha ringraziato il Consiglio regionale e il presidente Antonello Aurigemma. Ascani ha posto l’accento sulla necessità di un dialogo costante con la Conferenza delle Regioni e ha messo in guardia dagli effetti di una contrapposizione politica sempre più marcata.

Secondo la vicepresidente, sui dossier più articolati un confronto parlamentare corretto è indispensabile per evitare che le decisioni vengano vissute come estranee ai cittadini. Per migliorare il percorso di approvazione delle norme, ha quindi indicato il valore dei dati e del rapporto tra maggioranza e minoranza. Tra gli strumenti presentati figura anche un assistente basato sull’intelligenza artificiale, progettato per rispondere con un linguaggio naturale alle domande sui contenuti del rapporto.


La riforma del Comitato

Riccardo De Corato, alla guida del Comitato per la legislazione della Camera, ha ricordato le origini dell’organismo, istituito con la riforma del 1997. La sua funzione è accompagnare la rapidità dell’azione parlamentare con un esame più consapevole ed efficace, attraverso il coinvolgimento delle diverse forze politiche.

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Il percorso di revisione, iniziato nel marzo 2025 e terminato nel settembre dello stesso anno, sarà operativo dalla prossima legislatura. Tra le novità è previsto anche il coinvolgimento del Comitato nell’analisi dei decreti-legge.


Regioni e norme europee

Giulio Maria Salerno, ordinario di diritto costituzionale e diritto pubblico all’Università di Macerata, ha esaminato i rapporti tra la produzione normativa regionale e quella dell’Unione europea. Nel suo intervento ha segnalato l’aumento dell’attività regolatoria europea e la prevalenza dei regolamenti rispetto alle direttive.

Il docente ha inoltre richiamato l’esigenza di rendere più solide le leggi e di rafforzare il ruolo dei parlamenti, anche attraverso un dialogo più intenso tra le istituzioni europee e le assemblee nazionali.

A chiudere i lavori è stato Antonello Aurigemma. Il presidente del Consiglio regionale del Lazio ha sottolineato la necessità di approfondire le competenze delle Regioni e ha ricordato il confronto avviato a Maratea per verificare gli effetti della riforma, distinguendo gli elementi che hanno dato risultati da quelli ancora da correggere.

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