Reati, il calo non basta: Milano guida la classifica e i minori aumentano
Nel 2025 le denunce scendono a 2,36 milioni, ma truffe informatiche e segnalazioni riguardanti minorenni segnano una crescita significativa.
Il 2025 porta il numero degli omicidi volontari al livello più basso dell’intera serie storica, con 289 casi, ma il quadro della sicurezza resta articolato. Le denunce complessive diminuiscono dell’1,8%, mentre crescono i reati informatici e le segnalazioni riguardanti persone minorenni. Milano, intanto, mantiene il primato per incidenza dei delitti denunciati rispetto alla popolazione.
Meno reati, ma non su tutti i fronti
Secondo l’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, lo scorso anno in Italia sono stati registrati circa 2,36 milioni di delitti: 42.242 in meno rispetto al 2024. È la prima riduzione dopo quattro anni consecutivi di aumento. Il confronto prende in esame 106 territori provinciali e utilizza i dati consolidati della banca dati interforze del dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno.
A trainare la contrazione sono soprattutto i furti, scesi a 992.660 episodi, con una diminuzione del 5,9%. Per la prima volta dal 2022 il totale torna sotto quota un milione e rappresenta il 42,1% di tutte le denunce. La riduzione riguarda i furti su auto in sosta, calati del 16,2%, quelli in abitazione, diminuiti dell’8,7%, e i furti con destrezza, arretrati del 6%. Anche le rapine segnano una flessione del 3,6%, mentre quelle commesse in strada scendono del 7,7%.
Truffe e violenza cambiano direzione
In controtendenza si muovono le truffe e le frodi informatiche, arrivate a 298.651 denunce: il 4,4% in più sul 2024 e il 40,8% oltre il dato del 2019. Aumentano inoltre i danneggiamenti, che raggiungono 288.938 casi (+3,9%), le percosse (+3,4%) e le estorsioni (+1,4%).
Le denunce per violenza sessuale diminuiscono invece del 2,8%, dopo anni di crescita legata anche alla maggiore emersione del fenomeno. Gli omicidi volontari passano da 326 a 289, con una riduzione dell’11,3%: un dato mai così basso dal 1950, raggiunto soltanto nel 2020, durante la pandemia. I tentati omicidi scendono del 13,1%, fermandosi a 993.
Nonostante il calo dell’ultimo anno, il numero complessivo degli illeciti resta superiore del 2,4% rispetto al 2019. Le informazioni provvisorie relative al primo semestre del 2026 indicano però un’ulteriore diminuzione del 9,9% sullo stesso periodo del 2025.
Milano resta in cima alla graduatoria
Il primato territoriale spetta ancora a Milano, che supera le 7mila denunce ogni 100mila residenti e cresce dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Seguono Firenze, con 6.374 denunce ogni 100mila abitanti, e Roma. Nelle prime dieci posizioni figurano anche Bologna, Torino, Rimini, Genova, Prato, Venezia e Livorno.
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Firenze riduce il proprio dato del 2,9%, mentre Roma arretra del 5,3%. Diminuzioni più contenute si registrano a Bologna (-0,3%) e Torino (-4,3%). Nel complesso, le province delle 14 città metropolitane concentrano il 47,4% dei delitti denunciati su scala nazionale.
All’altro capo della classifica si trova Oristano, con 1.707 denunce ogni 100mila abitanti, circa un quarto del valore milanese. Seguono Potenza, con 1.968, Enna, con 2.165, e Benevento, con 2.177. L’incremento annuale più elevato è quello di Aosta (+15,1%), mentre le contrazioni più ampie interessano Ragusa (-11,3%) e Rimini (-10,7%).
Minorenni e stranieri, i dati più delicati
Le segnalazioni riferite a minorenni denunciati o arrestati sono state 39.600, contro le 38.247 del 2024. Il valore risulta superiore del 34% rispetto al 2019 e incide per il 4,7% sul totale delle segnalazioni riferite alle persone. Nelle rapine commesse in strada, tuttavia, la presenza di minorenni arriva al 25,8%.
L’incidenza provinciale più alta si registra a Sondrio, dove le segnalazioni riguardanti minorenni rappresentano il 9,7% del totale, seguita da Modena con l’8,3%. Per quanto riguarda i cittadini stranieri denunciati o arrestati, le segnalazioni sono 292.820, pari al 35,1% del totale, contro il 34,7% del 2024. Milano, Roma, Torino e Bologna raccolgono insieme un quarto di queste segnalazioni; a Prato la quota raggiunge circa il 60% del totale provinciale.
Il Mezzogiorno vede scendere i numeri
La riduzione dei reati interessa gran parte del Sud. In Sicilia il calo riguarda otto province su nove, con i risultati più marcati a Ragusa (-11,3%), Catania (-10,5%) e Palermo (-9,2%). In tutti i territori siciliani i volumi risultano inferiori a quelli del 2019.
La discesa coinvolge anche le province campane, da Caserta (-4,8%) a Napoli (-1,6%), quattro delle sei province pugliesi e quattro delle cinque calabresi. Le eccezioni sono Brindisi, in aumento dello 0,4%, e Cosenza, che cresce del 2,3%.
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