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Cronaca 2 min di lettura6 giorni fa

Ramy, la mossa dei legali di Fares: in arrivo la richiesta allo Stato

La difesa di Bouzidi punta a coinvolgere il ministero della Difesa e le compagnie assicurative, mentre in udienza restano aperte le contestazioni sullo schianto e sul ruolo dei carabinieri.

La linea annunciata dalla difesa di Fares Bouzidi è destinata a spostare il procedimento su un fronte più ampio: non solo i singoli imputati, ma anche lo Stato potrebbero essere chiamati a rispondere dei danni. L’istanza, secondo i legali, prenderà la forma di una citazione del ministero della Difesa e riguarderà pure le assicurazioni delle auto dell’Arma coinvolte nell’inseguimento.


La strategia su ministero e polizze

Marco Romagnoli, che assiste Bouzidi insieme a Debora Piazza, ha spiegato che verrà chiesta l’autorizzazione alla giudice per coinvolgere il ministero come soggetto civile nel procedimento. La stessa strada potrebbe essere valutata anche dai familiari di Ramy Elgaml, già costituiti parte civile.

La difesa del 23enne non si fermerà qui. Nel corso dell’udienza ha fatto sapere che entrerà nel processo anche sulle lesioni contestate al carabiniere Antonio Lenoci ai danni di Bouzidi, oltre che sulle accuse di falso e depistaggio rivolte ad alcuni militari.


La tesi dello speronamento resta centrale

Sul merito della vicenda, i legali del giovane continuano a sostenere una versione molto diversa da quella contestata dagli inquirenti. Per loro la morte di Ramy non andrebbe letta come omicidio stradale, ma come omicidio volontario, in un quadro che richiama il dolo eventuale e quindi l’accettazione del rischio che l’evento mortale si verificasse.

A sostegno di questa ricostruzione è stata depositata una consulenza commissionata dall’ong francese Index, secondo cui lo scooter sarebbe stato urtato in modo intenzionale dall’auto dei carabinieri. La difesa ha definito quel contatto uno speronamento volontario, mentre la difesa di Lenoci respinge l’accusa e presenterà una propria perizia per escludere responsabilità del militare.

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Cosa contestano i pm

Per la Procura di Milano, invece, il quadro è diverso. I pm Giancarla Serafini e Marco Cirigliano attribuiscono al militare una condotta di guida giudicata sproporzionata, sostenendo che distanza e velocità non fossero adeguate a evitare l’impatto con lo scooter.

Nel fascicolo compare anche l’accusa di omicidio stradale con eccesso colposo nell’adempimento del dovere. Oltre a Bouzidi, sono coinvolti altri sei carabinieri, chiamati a rispondere a vario titolo di favoreggiamento, depistaggio e falso.


Udienza rinviata a novembre

La decisione finale spetterà alla gup di Milano Tiziana Landoni, che dovrà stabilire se gli otto imputati andranno a processo. Il primo passaggio in aula, però, si è già fermato: l’udienza è stata rinviata al 6 novembre per l’astensione nazionale degli avvocati, in vigore fino al 29 settembre.

Una nuova data è stata già fissata anche per il 21 dicembre, quando il procedimento tornerà davanti al giudice. In quella sede si capirà se la richiesta di chiamare in causa il ministero e gli altri sviluppi annunciati dalla difesa troveranno spazio nel dibattimento.

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