Ragusa, 17enne accusata di propaganda jihadista
La misura è stata disposta dalla Procura minorile di Catania dopo le indagini sui contatti online della ragazza
Una 17enne albanese residente nel Ragusano è stata collocata in una comunità su disposizione della Procura per i minorenni di Catania. La ragazza è accusata di auto-addestramento e apologia del terrorismo, anche internazionale.
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Le indagini sui contatti online
L’inchiesta è partita da una segnalazione dell’Aisi e ha portato la Digos di Ragusa a esaminare per mesi l’attività digitale della minorenne. Gli investigatori hanno analizzato profili social, messaggi e filmati condivisi, individuando materiale riconducibile alla propaganda jihadista e al cosiddetto Stato Islamico.
Secondo l’accusa, la giovane avrebbe avuto rapporti online con persone che si presentavano come appartenenti all’Isis e con altri utenti impegnati nella promozione di azioni terroristiche. La Procura sta ora cercando di identificarli e deve accertare se la ragazza sia stata avvicinata e condizionata attraverso i social.
Il contenuto del cellulare
A maggio era stata eseguita una prima perquisizione, con il sequestro del telefono. L’esame tecnico svolto dagli specialisti della Direzione centrale della polizia di prevenzione avrebbe fatto emergere un percorso di radicalizzazione, con interesse per la propaganda dello Stato Islamico, simboli dell’estrema destra e contenuti legati al radicalismo violento e all’antisemitismo.
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Nel dispositivo sarebbero state trovate anche immagini e materiali creati, secondo gli investigatori, con l’impiego dell’intelligenza artificiale. Tra i contenuti comparivano inoltre riferimenti all’auto-addestramento e alla realizzazione di esplosivi artigianali, senza che siano stati forniti ulteriori dettagli sulle modalità.
Gli accertamenti nell’ambiente scolastico
Dopo la segnalazione dell’Aisi, gli investigatori hanno verificato anche le frequentazioni della ragazza a scuola. Gli inquirenti riferiscono che negli ultimi mesi avrebbe modificato le proprie abitudini, limitando i rapporti soprattutto alle compagne di classe di fede islamica.
Nel telefono erano presenti anche video relativi all’aggressione avvenuta a marzo nell’istituto Leonardo da Vinci di Trescore Balneario, dove una docente di francese era stata ferita al collo da uno studente di 13 anni. La minorenne pubblicava abitualmente filmati su TikTok e l’indagine prosegue per chiarire la rete dei suoi contatti e l’eventuale coinvolgimento di altre persone.
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