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Cronaca 1 min di lettura54 min fa

Rabbia e caro vita guidano la protesta dei giovani

Analizzati oltre 24mila contenuti social: scuola superata, lavoro e violenza tra i temi più discussi

La rabbia è risultata il sentimento più associato alle proteste giovanili. Lo rileva un’analisi di Demoskopika su oltre 24mila contenuti pubblicati sui social tra l’8 e il 25 ottobre.

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Il caro vita in cima ai temi

Il costo della vita è stato indicato in più del 32% dei commenti e dei contenuti esaminati. Per la prima volta, questa preoccupazione ha superato quella legata alla scuola, diventando il principale argomento collegato alle mobilitazioni.

Alle sue spalle si sono collocati il lavoro e la violenza, entrambi presenti in oltre il 15% dei casi analizzati. La paura per il futuro, invece, ha avuto uno spazio più ridotto: è comparsa in meno del 9% dei commenti raccolti.

Secondo il rapporto intitolato «Giovani in piazza. Orientamenti, preoccupazioni ed emozioni dei giovani in rete», i ragazzi hanno espresso più indignazione che timore. L’indagine ha così delineato le priorità della cosiddetta Generazione Zeta, descritta come attiva nelle proteste ma priva di una posizione completamente compatta.

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Il consenso alle mobilitazioni

Le recenti manifestazioni hanno ottenuto il sostegno della maggioranza dei giovani: sei su dieci hanno dichiarato di appoggiarle. Il consenso, tuttavia, non si è tradotto in una posizione condivisa sulle modalità con cui le proteste vengono condotte.

La questione dell’ordine pubblico ha infatti diviso il campione. Quasi il 50% dei contenuti ha espresso una condanna degli scontri con le forze dell’ordine, mentre meno del 7% ha mostrato comprensione o sostegno per queste azioni.

I dati restituiscono quindi una partecipazione ampia alle mobilitazioni, accompagnata da orientamenti diversi sui comportamenti da adottare in piazza. Le priorità economiche e sociali hanno prevalso sui timori legati al futuro, mentre il confronto sulla violenza è rimasto uno degli elementi di maggiore divisione.

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